STATI UNITI: Obama contro le frontiere morali

Sul numero 40 di dicembre di “Radici Cristiane”, Roberto de Mattei ha commentato l’elezione di Barack Obama con un articolo di cui riportiamo la conclusione.
«Le frontiere che Barack Obama vuole abbattere non sono solo geografiche. Benedetto XVI ha spesso fatto riferimento a “valori non negoziabili” e a limiti morali che non si possono valicare. Tra questi principi, l’attuale Pontefice, come il suo predecessore, ha indicato come primario il diritto alla vita.

Se il presidente Bush, ha offerto una certa tutela a questo diritto, sia all’interno degli USA che sul piano internazionale, Obama ha già annunciato un’ulteriore liberalizzazione dell’aborto e delle sperimentazioni genetiche. Il rischio è dunque che Obama segua, con minore aggressività ma con maggior impatto sulla scena internazionale, la via tracciata da Zapatero. Il risultato sarebbe quello di una società che diminuirebbe la libertà economica e politica, in nome delle crescenti emergenze planetarie, allargando però al massimo i limiti della libertà morale. Il contrario di quella società cristiana che tollera ogni libertà, tranne quella di violare l’ordine morale.

L’era di Obama che si apre sarà un’epoca in cui la turbolenza si trasformerà in tempesta. Resta l’incognita dell’opinione pubblica, che rimane attaccata ai valori tradizionali, negli Stati Uniti non meno che in Europa. Obama non ha vinto per le sue idee progressiste, ma per l’insoddisfazione degli elettori nei confronti della recente politica di George W. Bush, a cui vengono imputati i problemi economici del paese. Lo stesso giorno in cui gli americani si pronunciavano a favore di Obama, in California, uno degli Stati più “liberali” e progressisti, la maggioranza degli elettori ha abrogato la legge che permetteva i “matrimoni” omosessuali.

Obama, infine, è stato votato anche per il suo vuoto, ma vibrante, appello alla nazione, non privo di tonalità vagamente religiose. L’America resta insomma una forza conservatrice. Il nuovo presidente americano non potrà non tenerne conto».

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