SPAGNA: vendite “pillola del giorno dopo” quadruplicate dopo la liberalizzazione

Le vendite della cosiddetta “pillola del giorno dopo” si sono quadruplicate da quando un mese fa il ministero della Salute spagnolo ha permesso la commercializzazione del farmaco anche senza ricetta. Un dato, questo, «scandaloso» secondo Carlos Gonzalez Bosch, Presidente della Cofares, la Confederazione Farmaceutica Spagnola, anche perché lascia adolescenti e giovani soli di fronte alla tragedia dell’aborto, privandoli di qualsiasi supporto, morale e finanche medico.

Bosch, a capo di un sodalizio che riunisce oltre 9.200 ditte farmacologiche iberiche, ha invitato i responsabili sanitari ad una seria riflessione in merito, chiedendosi se fosse questo «ciò che volevano», ed ha suggerito di avviare con la massima urgenza un serio dibattito, che interpelli non soltanto gli addetti ai lavori, bensì la stessa società. Sordo a tali richiami, il ministro della Salute, Trinidad Jimenez, persevera nel giustificare la liberalizzazione come misura necessaria per «facilitare l’accesso» al farmaco e per ridurre gli aborti indesiderati, insistendo nel definirlo un metodo anticoncezionale di «emergenza».

Contrari al provvedimento numerosi esperti e collegi medici, istituzioni quali il Difensore dei Minori, i vertici sanitari di Madrid, Catalogna, Navarra, Murcia o la Galizia, la Chiesa Cattolica, la Confederazione Cattolica dei Padri di Alumnos (Concapa) e partiti politici quali i Popolari ed il CIU. Favorevoli, invece, il Partito Socialista ed un’altra formazione politica, lo IU, assieme ad organizzazioni quali la Società Spagnola di Contraccezione (SEC) ed il Consiglio della Gioventù, che insistono nel proclamare la sicurezza e l’efficacia della pillola quale mezzo di prevenzione e che sottolineano come la liberalizzazione collochi la Spagna “in linea” con altri Paesi dell’Unione Europea. Anche a costo di calpestare le vite spezzate da questo farmaco.

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