SPAGNA: eutanasia “mascherata” in Andalusia

Non si parla di vera e propria “eutanasia”, né di “suicidio assistito”, poiché non si somministrano direttamente sostanze che provochino la morte del paziente. Però si ottiene lo stesso effetto con la sedazione integrale o rifiutando qualsiasi trattamento medico, anche quando ciò possa porre in pericolo di vita. Insomma, cambiano le parole, non la sostanza.


Del resto, anche l’aborto non viene più blandamente definito “interruzione volontaria di gravidanza”. Stiamo parlando del nuovo progetto di legge sulla “morte degna” – com’è stato chiamato –, approvato dal governo andaluso dopo mesi di dibattito e con l’apporto di una sessantina di specialisti, sindacati e società scientifiche. Il progetto è assolutamente innovativo, “pionieristico” in Spagna, anzi addirittura «notevolmente avanzato», secondo quanto dichiarato dal consigliere del Ministero della Sanità, Maria Jesus Montero, e vuole garantire da una parte «l’autonomia del paziente» (cui vanno date informazioni veritiere e comprensibili circa il suo stato reale di salute) e dall’altra la «sicurezza giuridica» dei medici.

In sostanza, la norma dovrebbe tutelare – sulla carta – i diritti e la dignità dei malati terminali, definendo al contempo anche i doveri del personale sanitario, tanto delle cliniche pubbliche quanto di quelle private. Ergo: una casa di cura cattolica dovrà sottostarvi. E senza fiatare. Anche perché l’obiezione di coscienza, in questi casi, non è consentita. Per legge. Non solo: allo stesso personale sanitario è messo il bavaglio, essendo tenuto a non imporre «le proprie opinioni personali, morali o religiose» al paziente. Quindi, tutti muti e obbedire.

Lo stesso “comitato etico”, pur previsto nelle strutture sanitarie, deve occuparsi solo degli eventuali casi problematici, non della routine, già normata… In ogni caso, il suo è solo un parere consultivo, per evitare colpi di coda o sussulti di coscienza. Basterà quindi sottoscrivere una dichiarazione di volontà anticipata per pretendere che i sanitari la rispettino, comunque e dovunque. Concedendo solo ai familiari di assistere il congiunto, stando con lui nell’estremo saluto: una ben strana forma di compassione e di pietà, questa, tardiva e peregrina…

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