Il progetto di legge in approvazione al Senato

(di Alfredo De Matteo) Malgrado il nostro paese, così come il resto d’Europa, sia attraversato da forti tensioni sociali generate soprattutto da una mancanza oggettiva di prospettive ragionevoli per il futuro (crisi demografica ed economica, tassazione alle stelle, immigrazione incontrollata, aumento della criminalità ecc.), il governo attualmente in carica ritiene utile per gli italiani varare una legge sul testamento biologico, come probabile ultimo atto di una legislatura che ha registrato, da parte della classe politica, scarsa attenzione sui temi veramente importanti per le sorti dell’Italia e di contro buona lena nel rincorrere gli altri paesi europei in quello che potremmo a ragione definire il suicidio assistito della nostra civiltà.

Martedì 12 dicembre è approdato in Senato il ddl sul biotestamento licenziato alla Camera lo scorso aprile; obiettivo del Pd e dei 5stelle è quello di votare la legge entro la settimana senza apportare alcuna modifica al testo.

Ora, malgrado diversi esponenti della maggioranza si affannino a rassicurare l’opinione pubblica e soprattutto l’ala “cattolica” del parlamento che la legge sul testamento biologico sia in realtà una legge per la vita (?) che non preveda in alcun modo il ricorso all’eutanasia dei malati, è evidente che così non stanno le cose, se non altro perché pretendere di normare in qualche modo una questione delicata e decisiva come il fine vita vuol dire aprire dei buchi interpretativi che col trascorre del tempo si trasformeranno in voragini, dentro cui rischieranno di cadere tutti, sani e malati, vecchi e bambini, coscienti e incoscienti.

Del resto, l’esempio degli altri paesi europei che già da diversi anni hanno introdotto nel loro ordinamento norme simili è piuttosto eloquente e descrive una situazione ormai fuori controllo. L’escamotage è sempre lo stesso: spacciare l’omicidio di stato per una morte dignitosa, ovverosia condurre le persone al macello facendo loro credere di lottare per la libertà e per i diritti individuali.

Proprio mentre nell’Aula di Palazzo Madama inizia il rush finale per giungere all’approvazione della legge sul testamento biologico, un altro caso Charlie Gard da conto del clima antiumano ed anti-vita che si registra ormai in quasi tutta Europa: Alfie Evans è un bambino inglese in coma affetto da una malattia tuttora sconosciuta, il quale abbisogna dell’ausilio del ventilatore per rimanere in vita. Ebbene, malgrado i genitori abbiano espresso il desiderio di portare il loro bambino in un’altra struttura per studiare bene il quadro clinico ed eventualmente trovare una cura efficace, i medici dell’ospedale dove è attualmente ricoverato, l’Alder Hey Children’s Hospital di Liverpool, hanno chiesto all’Alta Corte inglese di “staccare la spina” al piccolo bambino inglese.

La storia di Alfie sta a dimostrare, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che il brutale omicidio di Charlie Gard non è stato un fatto isolato né tantomeno un caso tutto sommato particolare e di difficile lettura. La realtà è che le vittime privilegiate della mentalità eutanasica sono proprio gli innocenti e in generale chi non è in grado di difendersi da solo.

Le leggi sull’eutanasia, e il ddl sul biotestamento non fa eccezione, tendono tra le altre cose a modificare il rapporto medico paziente, trasformando il primo da alleato del malato nel suo nemico numero uno. Eppure, la classe medica, soprattutto quella italiana, è formata, in generale, da ottimi professionisti che mettono impegno, passione e competenza professionale per salvare vite umane e non per sopprimerle.

Esemplificativo il recente caso di Sergio Dotta, un paziente di 73 anni con diversi e gravi problemi cardiaci, il quale è stato salvato in extremis da una equipe di medici dell’ospedale di Montebelluna che ha passato la notte insonne nel tentativo di trovare un rimedio al suo particolarissimo caso clinico, riuscendo nell’impresa. “I medici mi hanno fatto risorgere, non posso che ringraziare tutti quelli che si sono dati da fare per me”, ha esclamato il signor Doria dopo l’operazione che gli ha salvato la vita.

C’è purtroppo da scommettere che dopo l’eventuale approvazione della legge sul biotestamento casi del genere saranno sempre meno frequenti…

Per una approfondita ed esauriente analisi critica della legge attualmente in discussione al Senato, si rimanda ad un’eccellente scritto del dottor Gennaro Cera, Dirigente Medico nell’ Ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza” di San Giovanni Rotondo (FG), dottore di ricerca in Bioetica e presidente dell’Associazione Scienza & Vita San Giovanni Rotondo, pubblicato sul sito dell’Associazione Famiglia Domani (leggi qui). (Alfredo De Matteo)

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