Politica Italiana: la “principessa” Bonino al Quirinale?

(di Danilo Quinto) Non avevamo dubbi che Pannella, sull’onda delle esternazioni del Presidente della Repubblica che si è espresso a favore dell’elezione di una donna al Quirinale, tirasse la volata alla “principessa”, come lui la chiama. «La costanza della fiducia del popolo italiano nei confronti di Emma Bonino  ̶  ha dichiarato di recente  ̶  ne fa ormai da due decenni la persona più adatta per il governo delle realtà, del tempo che stiamo vivendo (…) L’alterità di Emma è la stessa alterità del popolo italiano, con le cose che esprime nei sondaggi o nei referendum. Adesso abbiamo il dovere di chiarire un pò le idee alla partitocrazia e ai suoi sussulti agonici».

Pannella, non la candida solo alla Presidenza della Repubblica. Il suo obiettivo, dichiarato, ed ancora più suggestivo, è quello di vederla Presidente del Consiglio  ̶  ohibò!  ̶   magari in continuità con  l’esperienza del Governo che ci ritroviamo, che a carico dei più poveri, vuole “cambiare il modo di vivere degli italiani e salvare il Paese”.  Sarebbe una bella accoppiata, Monti al Quirinale e Bonino a Palazzo Chigi. La “partita” si giocherà  ̶  possiamo scommetterlo  ̶  sui tavoli internazionali, che entrambi conoscono molto bene e che frequentano.

Un grande sponsor c’è. Dopo le dichiarazioni di Napolitano, i grandi giornali hanno già fatto circolare il nome della Bonino nei loro sondaggi. E’ un nome che tira. Sul quale si può puntare. Un cavallo di razza, di una scuola di razza, che si è formata, si è fortificata, ha sedimentato la sua azione ed ha resistito all’interno delle maglie del potere italiano, con il quale ha sempre avuto rapporti di grande solidarietà e vicinanza.

I radicali sono sopravvissuti, in questi decenni, grazie ai loro rapporti poderosi con il potere. Per loro, non hanno fatto mai grande differenza Governi di destra o di sinistra: entrambi gli schieramenti, hanno sempre deliberato a loro favore una montagna enorme di denaro pubblico a sostegno della loro radio. Sono stati perfino capaci di far approvare una legge che definisce quell’organo d’informazione, servizio pubblico d’interesse generale. Come se l’interesse generale del popolo italiano fosse quello di sovvenzionare un organo di propaganda che si esprime contro i principi del diritto naturale.

L’acconto del Governo Monti deciso solo per quest’anno è stato di dieci milioni di euro. Ne attendono altri venti per i prossimi due anni. Ogni tre anni, trenta milioni. Più l’importo della legge sull’editoria. Più il finanziamento pubblico alla loro lista, che non hanno mai rifiutato e sempre incassato. Non sono stati bravi solo loro. Sono stati accondiscendenti gli altri. Tutti gli altri. E non è vero che, come dicono alcuni  ̶  magari gli stessi che con loro continuano ad avere solidi rapporti, disseminati, come sono, da ex, chi in questo chi in quel partito  ̶ che non contino nulla.

Contano eccome. E fanno paura. Sono temuti. Basta che Pannella minacci di alimentarsi con tre cappuccini al giorno e sono tutti lì ad inchinarsi. Che in pochissimi abbiano indagato sul perché questo avvenga, è un dato inquietante e non è affatto marginale il fatto che parlamentari, giornali e testate cattoliche, firmino appelli a sostegno delle loro iniziative o per chiedere che venga rimpinguata di denaro pubblico Radio Radicale.

E’ assai probabile che tra qualche tempo gli stessi soggetti, insieme a molti altri, sosterranno la campagna radicale a favore di Emma Bonino. La volata non è poi tanto lunga. Manca poco più di un anno alle elezioni politiche e a quelle del Presidente della Repubblica e lei è sulla cresta dell’onda per concorrere ad entrambi gli obiettivi. La partitocrazia, pur di salvare se stessa, è pronta a tutto. Anche ad affidarsi alla “principessa”, la persona davvero più adatta e più consona a rappresentare e a governare il tempo che viviamo. (Danilo Quinto)

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