POLITICA ESTERA: Stati Uniti: il tramonto della politica

I risultati delle primarie presidenziali nello stato dello Iowa rischiano di sconvolgere non poco il panorama politico statunitense e, di conseguenza, anche quello internazionale.





I risultati delle primarie presidenziali nello stato dello Iowa rischiano di sconvolgere non poco il panorama politico statunitense e, di conseguenza, anche quello internazionale. Contraddicendo i prognostici più o meno autorevoli, l’hanno spuntata candidati decisamente fuori dal comune. Il caucus democratico è stato vinto col 38% dei voti dal afroamericano Barack Obama, mentre la scelta repubblicana è caduta sul predicatore battista e già governatore dello Arkansas Mike Huckabee, che ha preso il 34%.

La grande favorita del Partito democratico, Hillary Clinton, si è dovuta accontentare con il 29%, addirittura dietro John Edwards, che ha superato il 30%. Un risultato assolutamente deludente per una ex First Lady. Il governatore Bill Richardson del New Mexico è arrivato quarto col 2,1% dei suffragi, mentre due tradizionali “pezzi da novanta” della politica democratica, i senatori Joseph Biden e Christopher Dodd, sono letteralmente scomparsi.

Dall’altra sponda, il grande favorito del Partito repubblicano, l’ex governatore del Massachusetts Mitt Romney, è rimasto fermo al 25%, precedendo il senatore Fred Thompson del Tenessee col 13,4% e il senatore John McCain dell’Arizona col 13,1%.

Ciò che accomuna i due candidati vincenti, secondo l’“International Herald Tribune”, è che «entrambi sono il più distante possibile dallo status quo», vale a dire dallo establishment politico rappresentato dai rispettivi partiti.
Barack Hussein Obama (nato nel 1961), figlio di padre kenyano e di madre americana, appartiene a quella Sinistra detta “populista”, teorizzata da Saul Alinsky (1908-1972), e che fa leva su realtà religiose animate da versioni locali della “teologia della liberazione”.

«Io ho capito il potenziale della tradizione religiosa afro-americana per provocare cambiamenti sociali – afferma Obama – ho capito che l’impegno religioso non mi distoglie dal pensiero critico né dalla battaglia per la giustizia economica e sociale».

Da parte sua, Michael Dale Huckabee (nato nel 1955) proviene da una realtà religiosa opposta: quella dei Southern Baptists, trasformati in forza politica conservatrice durante la campagna elettorale che diede la vittoria a Ronald Reagan nel 1980. Predicatore battista diventato politico, le idee di Huckabee formano un elenco quasi perfetto di tutto ciò che è considerato “anatema” dallo establishment liberal.
La corsa per la Casa Bianca è ancora agli inizi, e i risultati dello Iowa sono tutt’altro che definitivi. Anzi, tre recenti presidenti americani – Reagan, Bush Sr. e Clinton – avevano perso questo primo caucus. Ma una cosa è certa: la politica americana non sarà più quello che era una volta.

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