Nuovo Centro Destra: è solo una guerra di puro potere

Nuovo Centro Destra(Di Danilo Quinto) La parte da protagonista, nella vicenda della rottura dei “governativi” con i “lealisti” della nuova Forza Italia, l’ha recitata un’ala della gerarchia cattolica, quella che fa capo al Cardinale Camillo Ruini. Abbandonata la pratica degli ultimi anni – quella di disseminare la presenza dei cattolici nei vari partiti – l’intento è ora quello di fondare un rassemblement che comprenda i fuoriusciti di Scelta Civica, l’eterno Pierferdinando Casini e gli ex nominati al Governo e al Parlamento da parte di Silvio Berlusconi.

Una specie di nuova Democrazia Cristiana, che consegua tre risultati: ereditare una parte consistente dei consensi elettorali dell’ex PDL; condizionare nelle sue scelte il Partito Democratico, portandolo alla spaccatura, che non deve avvenire subito, perché altrimenti Renzi prenderebbe tutta la scena per sè e il Governo sarebbe minacciato; porre una formidabile ipoteca su quel che avverrà per il dopo  Berlusconi.

Il sofisticato disegno, che è palesemente sostenuto da ambienti economico-finanziari e mediatici di un certo peso – non a caso si è mobilitato tutto l’ambiente che fa capo a Comunione e Liberazione –  corrisponde a quell’anelito a condizionare la politica che si è consumato negli ultimi dieci anni, dalla legge sulla procreazione assistita in poi e che ha prodotto il disastro che ben si conosce rispetto a quelli che vengono chiamati “principi non negoziabili” o “temi eticamente sensibili”. Quei principi, sono così poco “non negoziabili” che nella scorsa legislatura solo la Provvidenza ha evitato che vedesse la luce la legge sul testamento biologico – sostenuta da molti dei parlamentari che ora fanno parte del gruppo di Alfano – che avrebbe costituito l’usbergo all’eutanasia.

Quegli stessi parlamentari, nel dicembre dello scorso anno, sono rimasti muti nell’impedire che fosse approvata la legge che ha equiparato i figli nati dall’incesto ai figli naturali. Nelle scorse settimane, quei parlamentari, invece di “gridare dai tetti” contro la legge sull’omofobia – già approvata dalla Camera, che tra breve riceverà il sì definitivo del Senato – hanno  cercato timidi compromessi. In futuro, molti di loro troveranno certamente il modo di discutere in armonia e con comprensione con coloro che proporranno le unioni tra persone dello stesso sesso, l’adozione e l’affidamento di minori agli omosessuali e, magari, la legge che legalizza la pedofilia.

Molti cattolici scrivono, però, che dall’altra parte, quella di Berlusconi, ci sono coloro come Galan, Bondi e Capezzone che si sono schierati apertamente contro i temi “eticamente sensibili”; quindi, meglio Quagliariello, Roccella, Sacconi e compagnia cantando. Neanche per sogno. Molto meglio coloro che si manifestano per quello che sono, piuttosto che coloro che fanno credere quello che non sono.

Questi parlamentari, se avessero a cuore il sì,sì-no,no che propone Gesù nel Vangelo, dovrebbero  chiarire con se stessi due punti  fondamentali. Come svolgere il loro impegno in politica: se continuassero a farlo sulla base della  volontà dei “suggeritori”, i risultati sono quelli di questi anni: colpi di piccone definitivi ai principi della legge naturale e, quindi, divina.

Come conciliare il loro proclamarsi cattolici con il consenso ad un governo come quello Letta che, al pari di quello precedente, si disinteressa completamente delle persone che sono in stato di sofferenza, morale e, di conseguenza, economica e che ha come unico punto di riferimento delle entità – come l’Europa, con le sue banche private – estranee all’identità e alla sovranità dello Stato italiano. Si dice: dobbiamo garantire la stabilità; gli italiani non capirebbero nuove elezioni. “L’ipocrisia è l’omaggio che il vizio rende alla virtù”, diceva François de La Rochefoucauld. Anche lui avrebbe compreso che si tratta, in questo caso, solo di puro esercizio di potere. (Danilo Quinto)

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