MANIPOLAZIONE GENETICA: lotteria per avere un figlio prodotto in laboratorio

In Inghilterra, dal prossimo 30 luglio sarà possibile acquistare un biglietto della lotteria e vincere un trattamento di fecondazione assistita nelle migliori cliniche specializzate pari ad un valore di 25.000 sterline. La lotteria non sarà riservata alle sole coppie eterosessuali ma anche ai single, agli anziani, agli omosessuali o a chiunque desideri avere un figlio; la vincita del premio è girabile ad amici e conoscenti e se il trattamento di fecondazione artificiale non dovesse andare a buon fine sarà possibile ricorrere all’utero in affitto oppure usufruire degli ovuli di una donatrice (“Il quotidiano italiano”, 6 luglio 2011).

La “stravagante” iniziativa ha suscitato tante polemiche, molte delle quali hanno avuto come oggetto la dubbia liceità morale di trasformare la maternità in una lotteria. Il punto ci sembra però un altro. Il figlio, da dono di Dio è divenuto merce di scambio, oggetto della soddisfazione di malsani e torbidi desideri; la pratica della fecondazione assistita, oltre ad essere disumana e contraria alla legge naturale, provoca la morte di un numero altissimo di embrioni umani viste le scarse probabilità di successo della tecnica di inseminazione artificiale. Inoltre l’essere umano innocente che nasce in laboratorio a seguito alla strage programmata dei suoi fratelli viene affidato a chiunque sia in possesso di un biglietto vincente della lotteria, sia egli un invertito o un pedofilo!

Sarebbe tuttavia un errore rubricare tale squallida iniziativa come uno dei tanti eccessi della società contemporanea; in realtà essa è l’espressione di una precisa strategia antiumana che, tra le altre aberrazioni, pone l’uomo sullo stesso livello dell’animale: se l’essere umano non è il vertice della Creazione ma solamente il frutto di una evoluzione cieca e casuale che ha prodotto, oltre all’uomo, una miriade di altre specie viventi, è una inevitabile conseguenza teorizzare la pari dignità di tutte le creature presenti sulla terra.

Nulla di strano, dunque, secondo la logica del mondo, che un gioco della lotteria abbia come premio un piccolo essere umano piuttosto che un cucciolo di cane o un criceto. Se poi l’iniziativa ha come obiettivo dichiarato di andare incontro ai desideri di chi, per qualunque motivo, non può o non è in grado di avere dei figli in modo naturale il cerchio si chiude e la perversione morale sottostante catalogata come gesto di solidarietà.

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