Libri per l’estate: Bat Ye’or, Del Valle, Meotti

(di Giulio Ginnetti) È giunto il momento di cominciare ad approvvigionarsi di buone letture per l’estate. Cominciamo a segnalarne tre, legate da un comune filo conduttore: la difesa dell’Occidente cristiano.

Il primo volume è Eurabia, di Bat Ye’or, ristampato dall’editore Lindau con il sottotitolo Come l’Europa è diventata anticristiana, antioccidentale, antiamericana, antisemita, con un nuovo saggio introduttivo dell’autrice (pp. 408, euro 29). Bat Ye’or è lo pseudonimo di Gisèle Littman, nata in Egitto, ma di nazionalità britannica, che ha dedicato la sua vita allo studio della “dhimmitudine”, la condizione di sottomissione in cui vivono le comunità etnico-religiose non musulmane nei paesi islamici.

L’espressione Eurabia, coniata da Bat Ye’or è stata fatta propria e diffusa da Oriana Fallaci, che molto deve agli studi di questa scrittrice.  Nella prefazione alla nuova edizione del libro, alcune lucide osservazioni sono dedicate al Global Compact on Migration (PMT) il Pattto Globale sulle Migrazioni dell’ONU che vuole aprire la strada alla conquista islamica dell’Europa.

Ne Il complesso occidentale. Piccolo trattato di de-colpevolizzazione (Paesi edizioni, pp. 432, euro 15), il saggista francese di origini italiane Alexandre Del Valle, specialista di geopolitica e di Medio Oriente, vuole smontare il diffuso senso di colpa dell’Occidente nei confronti soprattutto dell’Islam e di quelle terre che furono un tempo colonizzate per proporci una spiegazione della mancata integrazione sociale e del fallimento del multiculturalismo europeo.

L’idea centrale del saggio si fonda sulla convinzione che la peggior minaccia delle società occidentale risieda in un “complesso di colpa” generalizzato, diventato una vera “patologia sociale” di tipo mortale. «E’ un complesso indecente quanto ingiustificato – scrive Marcello Veneziani nella sua Introduzione –  la vergogna di essere quel che noi siamo e figli di quella storia, di quella civiltà, di quel modo d’essere. Una forma di auto-colpevolizzazione a volte grottesca, che poi coincide con il canone occidentale presente, quello che viene definito politically correct e con il dogma umanitario dell’accoglienza, dell’apertura senza limiti ai migranti».

Dopo aver esaminato la nuova crisi della coscienza europea, l’autore dedica un ampio capitolo alle fonti del terrorismo intellettuale e del politicamente corretto per poi passare ad una parte propositiva: come vincere i miti fondatori del politicamente corretto e come giungere a una “geopolitica della discolpa” che conduca ad una rinascita dell’Europa.

Giulio Meotti, giornalista de Il Foglio Quotidiano pubblica con la casa editrice Giubilei Regnani, Notre Dame brucia. L’autodistruzione dell’Europa (pp. 170, euro 13) un saggio attento e informato in cui, nell’incendio di Notre Dame, vede simbolicamente andare in fumo l’“impalcatura della civiltà” di cui parlava lo scrittore inglese Paul Bowles. «Nelle immagini della cattedrale di Notre Dame a Parigi in fiamme la sera del 15 aprile 2019, la sua magnifica guglia che crolla, il tetto e l’impalcatura di legno che vanno in fumo, c’era la stessa debole fibra di un mondo spossato».

Il vero problema, su cui questi autori concordano, non è l’aggressione esterna alla civiltà occidentale di popoli, religioni e culture diverse, ma è la debolezza culturale e morale dell’Occidente, che ha perso la sua forza perché ha perso la sua anima. Ma l’analisi andrebbe spinta oltre, fino a comprendere che se l’Europa ha perso l’anima, è perché gli uomini che oggi guidano la Chiesa hanno rinunziato a svolgere la loro missione.

Se si sogna una Chiesa dal volto amazzonico, come meravigliarsi della tribalizzazione che attende in futuro la Chiesa e la nostra civiltà? L’unica alternativa ad un inesorabile dissoluzione sociale è una rinascita religiosa e morale che parta dall’interno stesso della Chiesa, dove oggi è in atto una guerra tra chi difende l’insegnamento perenne del Vangelo e chi si è arreso al magistero del mondo. Dall’esito di questa guerra dipenderà il futuro dell’Europa e dell’Occidente cristiano. (Giulio Ginnetti)

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