ISLAM: Tariq Ramadan sale in cattedra nel paese di Theo van Gogh

Tariq Ramadan è uno dei più discussi esponenti dell’islamismo contemporaneo. Legato ai Fratelli Musulmani, del cui fondatore è nipote, ha ottenuto un prestigioso incarico all’Università di Leiden.






Tariq Ramadan è uno dei più discussi esponenti dell’islamismo contemporaneo. Legato ai Fratelli Musulmani, del cui fondatore è nipote, ha ottenuto un prestigioso incarico all’Università di Leiden.

Ramadan non è uno studioso, ma un ideologo criptofondamentalista, che crede nella supremazia della sharia e pur condannando il terrorismo, lo giustifica come una forma di “resistenza”. Eppure è stato chiamato a occupare, per due anni, la cattedra di islamologia intitolata al Sultano dell’Oman, finanziatore del corso universitario. L’8 novembre il ministro dell’Educazione, Ronald Plasterk, definendo Ramadan un «uomo molto interessante», ha dato parere positivo al suo arrivo dopo settimane di furenti polemiche.

Giulio Meotti su “Il Foglio” del 9 novembre 2007 ricorda come nel 1933 lo storico Johan Huizinga era rettore dell’Università di Leiden e in quella veste ingaggiò una epocale battaglia per impedire una conferenza di Johannes von Leers, celeberrimo antisemita apprezzato da Joseph Goebbels. Huizinga portò avanti solitario una guerra accademica che gli sarebbe costata la morte e la tortura nelle segrete naziste. Nel suo capolavoro Lo scempio del mondo, scritto nel 1943 in un campo di detenzione della Gestapo, Huizinga usò parole che in questi giorni sono risuonate in Olanda: «Nessuno si stupirebbe se un bel giorno questa nostra demenza sfociasse in una crisi di pazzia furiosa che, calmatasi, lascerebbe l’Europa ottusa e smarrita; i motori continuerebbero a ronzare, e le bandiere a sventolare, ma lo spirito sarebbe spento».

«Arruolando un “leader di guerra” come Ramadan, per usare la definizione della coraggiosa Caroline Fourest, assumendo un agitatore la cui concezione della libertà è tale da contemplare un “orrendo e razzista” rivolto a Robert Redeker mentre si dava alla clandestinità – scrive Meotti – l’Olanda svende lo spirito di uno dei resistenti più eccelsi della propria storia. Per riprendere il titolo del capolavoro di Huizinga, è l’autunno della libertà accademica. Nella stessa Olanda che accoglie a braccia aperte Tariq Ramadan un grande storico olandese, Pietre van der Horst, un anno fa non ha potuto concludere la propria carriera con una lezione sull’antisemitismo islamico. Il rettore gli intimò di eliminare ogni riferimento all’Islam».

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