ISLAM: migliaia di musulmani si radunano a pregare davanti al Congresso americano

Circa 3000 musulmani si sono radunati il 25 settembre a Washington per un’inedita funzione all’ombra del Palazzo del Congresso americano.

Vestita di tuniche colorate, foulard e stoffe varie, la folla sembrava felicissima di poter pregare in un luogo così storico. Molti si sono fatti fotografare con il Congresso alle spalle.
«Quello che abbiamo fatto oggi non si potrebbe fare in un Paese musulmano – ha detto l’imam organizzatore del raduno Abdul Malik, di Brooklyn, che ha parlato per 40 minuti –. Se uno si mettesse a pregare davanti al Palazzo reale lo arresterebbero».

Gli organizzatori, che si aspettavano 50.000 musulmani a Dar-ul-Islam, una moschea di Elizabeth, N.J., avevano allestito un sito internet, www.islamoncapitolhill.com, su cui si proclamava: «È venuta la nostra ora». «Questo evento è veramente storico – ha detto Amina Haqq di New York, – sono felice di aver visto l’Islam trattato come parte dell’America. Quella americana non è una società giudeo-cristiana, è una società giudeo-cristiana-musulmana». Sadara Shaw, residente a Washington, ha portato con sé il marito Eric e due bambini piccoli. «Questa è una manifestazione di solidarietà per dimostrare che i musulmani non sono solo terroristi, ma anche cittadini onesti», ha detto. «Noi crediamo nelle potenzialità dell’America – ha detto l’imam Malik –, non siamo venuti a criticare il nostro Paese. Vogliamo che gli americani sappiano che gli vogliamo bene».

Ma la sua pagina su Facebook conteneva un messaggio un po’ diverso: «La democrazia non è rivelazione, e la democrazia non ha pari libertà» dice uno dei suoi avvisi. E ancora: «Poiché in democrazia si ha la schiavitù, l’omosessualità, il lesbismo, il gioco d’azzardo, si hanno tutti i vizi che sono contro lo spirito di verità; quindi noi non vogliamo democratizzare l’Islam, vogliamo islamizzare la democrazia! È questo quello che vogliamo». L’imam Malik, che nella foto su Facebook è vestito all’occidentale, al raduno di venerdì è arrivato vestito come uno sceicco saudita, con una lunga veste bianca e sopra un’altra veste nera ricamata d’oro e un copricapo bianco – chiamato “ghutra” – legato da una doppia corda nera detta “igal”. Ha ringraziato il presidente Obama per averlo ispirato durante la sua campagna presidenziale l’anno scorso e ha detto ai suoi correligionari che essi sono «una grande benedizione per l’America» e allo stesso tempo gli ha raccomandato di non scontrarsi con i non-credenti (“Washington Times”, 26 settembre 2009).

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