ISLAM: in Israele si avvicina il sorpasso

Alcuni la chiamano la «bomba demografica», altri la «guerra delle culle». La demografia fa parte dell’armamentario del lungo conflitto tra palestinesi e israeliani. Vengono tracciati scenari diversi in cui la parola chiave è il sorpasso, quello che i palestinesi compiranno prima o poi sugli israeliani.

Le previsioni dello studioso dell’Università ebraica Sergio della Pergola, che da anni studia i trend di crescita da ambo le parti, indica il 2015 come l’anno della parità tra ebrei residenti tra il Mediterraneo ed il fiume Giordano. Un altro autorevole demografo, Youssef Courbage, dell’Institut National d’études démographiques di Parigi, precisa che gli arabi nel 2018 saranno tra il 52 e il 56% della popolazione sul territorio palestinese. Grazie ad una fecondità eccezionale – rileva Courbage – i palestinesi di Cisgiordania e di Gaza (7,2 bambini per donna) o d’Israele (4,2 bambini per donna) godono di un capitale di crescita tre-quattro volte superiore a quello della popolazione ebraica, pur molto feconda (2,6 bambini per donna, uno in più della media occidentale).

Nella guerra dei numeri non manca chi, come l’ex diplomatico israeliano Yoram Ettinger, accusa i palestinesi di aver gonfiato le proprie cifre: nella Cisgiordania sarebbero 1 milione e 600 mila e non 2 milioni e 300 mila, e nella Striscia di Gaza vivrebbero un milione e 100 mila persone e non un milione e 200 mila. Lo spettro demografico non è meno gravido d i implicazioni politiche se si considera il solo territorio di Israele. Già nel 2004 Courbage evidenziava come i distretti del Nord stiano per “palestinizzarsi”, con i cittadini arabi che raggiungeranno il 46% della popolazione nel 2025 e il 50% nel 2048.

Alcune città importanti incrementeranno significativamente la loro percentuale di abitanti palestinesi fino a superare, nel complesso, largamente il 50%. «Già oggi – dice il demografo Arnon Soffer, dell’Università di Haifa – il 75% della Galilea è arabo» (“Avvenire”, 3 agosto 2011).

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