ISLAM: il Primate anglicano di Canterbury e la sharia

Il Primate anglicano di Canterbury, Rowan Williams, apparso il 7 febbraio scorso sui canali della “BBC” ha dichiarato che l’adozione di elementi della sharia in Gran Bretagna a lui sembra «inevitabile».





Il Primate anglicano di Canterbury, Rowan Williams, apparso il 7 febbraio scorso sui canali della “BBC” ha dichiarato che l’adozione di elementi della sharia in Gran Bretagna a lui sembra «inevitabile». L’esito del ragionamento del prelato permette di concludere senza esitazione che egli trovi questo auspicabile. Analoghi propositi sono stati ripresi, in forma differente, in una sentenza della Corte Reale di Giustizia.

Secondo Rowan Williams, è giusto prevedere d’introdurre nel diritto britannico degli accomodamenti in funzione delle differenti sensibilità religiose. Alcuni di questi accomodamenti già esistono, dice, in favore degli israeliani e degli stessi musulmani, per esempio relativamente al macello rituale degli animali. Egli propone dunque che, in ambiti quali il matrimonio e la famiglia (in particolare il divorzio), principi ispirati o direttamente tratti dalla sharia siano di applicazione per i musulmani.

I propositi del prelato hanno suscitato un’ondata di opposizione e di indignazione, anche all’interno della stessa comunità anglicana. Solo alcuni musulmani lo hanno appoggiato, domandandosi in cosa possa essere disturbato un britannico se un musulmano viene giudicato sulla base del diritto musulmano.

La maggior parte delle reazioni ostili evocano l’uguaglianza di tutti davanti la legge e la necessità che gli immigrati si sottomettano alle leggi dei Paesi che li accolgono.

I riferimenti fatti alla applicazione della sharia in Arabia Saudita o in altri Paesi di tradizione islamica, non hanno intimidito Rowan Williams che sostiene che la sharia è multiforme e che ad essere applicate non saranno certo le sue pratiche più estreme.

Ad ogni modo, al di là del principio della uguaglianza davanti la legge e della laicità della legge stessa, è soprattutto l’aspetto brutale ed oppressivo della sharia (in particolare nei confronti delle donne) ad aver scosso l’opinione pubblica britannica.

Alcuni commentatori hanno inoltre mostrato come l’applicazione, per quanto parziale e adattata, della sharia in Gran Bretagna non è che un primo passo verso l’islamizzazione della società.
L’“arcivescovo” tuttavia non sembra aver considerato questo punto.

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