ISLAM: gli effetti della “primavera araba” in Egitto

In Egitto circola un video, attribuito ai Fratelli musulmani, in cui si dice che la laicità porterà minigonne, alcolici, droga, omosessualità. Ai Fratelli musulmani si attribuisce oggi fra il venti e il trenta per cento dei consensi (sarebbero la forza egemone in Parlamento).   

Due giorni fa Mahmoud Ezzat, il segretario e vice Guida suprema dei Fratelli musulmani, ha annunciato: «Imporremo la sharia». Ezzat, che avrebbe un’influenza maggiore persino del leader Mohammed Badie tanto da essere chiamato “l’uomo di ferro” del gruppo, si trovava al Cairo per un forum nel distretto di Imbaba. C’era anche Saad al Husseiny, uno dei capi della confraternita, che ha aggiunto: «vogliamo imporre la legge islamica». Questi discorsi hanno scatenato il panico fra i laici e le donne, in quanto queste punizioni prevedono il taglio della mano per i ladri e la lapidazione per le adultere. «Nessuno può negare che le punizioni islamiche siano parte della religione», ha detto Ezzat. La Chiesa copta ha sospeso ogni dialogo con il gruppo islamico, perché sarebbero a rischio «i principi di uguaglianza e cittadinanza».

La settimana scorsa Sobhi Saleh, leader politico di “Giustizia e libertà”, il nome con cui i Fratelli musulmani si presenteranno alle elezioni, ha annunciato i piani per «purificare le leggi». L’alcol sarà proibito «in ogni luogo pubblico» e le donne avranno l’obbligo di indossare l’hijab. «Non mi importa nulla dell’opinione dei laicisti che sono contro la propria religione», ha detto Saleh. «L’Islam è contro la diffusione di un comportamento non etico, ed è proprio questa la differenza tra la democrazia islamica e la democrazia occidentale. Nell’Islam tutto ciò che è contro la religione va proibito in pubblico».

Dieci giorni fa Issam Durbala, membro del Consiglio della Shura dei Fratelli musulmani, ha detto che allo studio c’è anche la creazione di una polizia della “modestia”, sullo stile di quella che opera in Arabia Saudita per combattere i comportamenti “immorali” nelle aree pubbliche. «La nuova polizia deve avere un dipartimento con l’autorità di poter arrestare chi commette atti immorali», ha dichiarato Durbala. Il maggiore giornale arabo in lingua inglese, “Al Asharq al Awsat”, ha scritto che «la luna di miele è finita»: i Fratelli musulmani hanno gettato la maschera. «Il movimento sta reclamando in maniera arrogante il 75% dei seggi in Parlamento, ma la Fratellanza non punterà a più di un terzo dei seggi, sullo stile di Hezbollah in Libano». Per la prima volta dal 1979, l’anno della Rivoluzione khomeinista, l’Iran ha nominato un suo ambasciatore al Cairo. (“Il Foglio”, 20 aprile 2011)

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