ISLAM: al-Qaeda invoca la guerra santa in Xinjiang contro la Cina

«A partire da ora tutti i musulmani hanno il diritto di porsi al fianco degli oppressi del Turkestan orientale. Il primo passo da compiere è quello di portare avanti una campagna mediatica su vasta scala per mettere a conoscenza la nazione islamica di quanto sta davvero accedendo lì». Abu Yahya al-Libi, dirigente del gruppo terroristico al-Qaeda, invoca la guerra santa contro Pechino con un videomessaggio diffuso il 7 ottobre 2009 sui forum jihadisti in Internet dedicato alla situazione dei musulmani dello Xinjiang.


Il documento rappresenta una svolta nella strategia di al-Qaeda: per la prima volta viene attaccato frontalmente il regime cinese e si chiede ai musulmani nel mondo di aiutare i musulmani di quella regione. «C’è una ferita che lacera la nazione islamica da molto tempo, di cui buona parte dei musulmani non sono a conoscenza – spiega –. Questa ferita è causata dalle divisioni presenti da tempo nella nazione islamica, dal fatto che i musulmani sono inclini a preferire la vita terrena all’aldilà». «Oggi la strage non viene perpetrata dai crociati criminali o dai cattivi ebrei che hanno compiuto crimini contro la nostra nazione – prosegue –. La nuova strage, tuttora in corso, avviene per mano dei nazionalisti buddhisti o dei comunisti contro il popolo musulmano del Turkestan orientale. Questo crimine viene perpetrato da decenni e conferma quanto in più punti afferma il Corano a proposito della natura dei miscredenti, di qualsiasi nazionalità essi siano».

Abu Yahya al-Libi spiega perché la regione cinese deve essere considerata islamica: «L’Islam è entrato nello Xinjiang occupato grazie a Ukeiba bin Muslim al-Bahili nell’anno 96 dell’Egira, quando ha conquistato la città di Kashgar, e da allora ha illuminato quella zona – aggiunge –. Ora possiamo dire che il Turkestan orientale è parte inseparabile della nazione islamica». «Dopo l’occupazione cinese il Turkestan orientale è diventato parte della Cina – continua il terrorista – e oggi molti musulmani non sanno che invece fa parte della nazione islamica. Poi hanno inviato in modo organizzato gruppi di coloni in quella zona, come fanno gli ebrei in Palestina, tanto che ora la percentuale dei cinesi nel Turkestan orientale è del 60%».

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