Intervento di John Smeaton, presidente di SPUC (UK)

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Sono stato con voi negli ultimi 5 anni dei 10 anni in cui la Marcia per la Vita è stata sulla pubblica piazza (tranne ovviamente l’anno scorso, quando abbiamo dovuto dare la nostra testimonianza online). E sono felice di poter essere qui tra voi oggi.

Ricordo che l’aborto fu legalizzato in Italia 43 anni fa. Ricordo le spaventose menzogne raccontate dalla lobby pro-aborto sul numero di aborti illegali in Italia – bugie diffuse dai mass media in tutto il mondo. Con quanta passione i nemici della vita hanno preso di mira l’Italia e la vostra cultura così strettamente legata all’amore per la famiglia, la vita e la fede!
Ho fatto parte del movimento pro-life a livello nazionale e internazionale negli ultimi 47 anni e quest’anno cederò il passo alla prossima generazione. Questo momento speciale mi spinge a riflettere sul movimento pro-life, la sua missione, il suo scopo e anche i suoi limiti.

Lo scopo del movimento pro-life è quello di sconfiggere l’idea, praticamente dominante nel mondo intero, che esista una vita non degna di essere vissuta.

I mali che stiamo combattendo sono radicati in una Rivoluzione, una ribellione contro Dio e la Sua Chiesa, una ribellione alimentata dalle passioni disordinate degli uomini che fa rifiutare loro le leggi di Dio insegnate infallibilmente dalla Sua Chiesa. Penso in particolare al male dell’aborto, all’uccisione del più piccolo, indifeso, il più innocente dei figli di Dio, penso all’immagine di Dio stesso rifiutata dall’uomo e sostituita dall’immagine dell’uomo e da desideri egoistici: l’ego dell’uomo ha preso il posto di Dio.


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Le organizzazioni pro-life hanno urgente bisogno di essere rafforzate dalle voci profetiche e inequivocabili dei vescovi di tutto il mondo che predicano fedelmente il Vangelo di Gesù Cristo – per due ragioni: perché senza Cristo non possiamo fare nulla; e perché l’intero messaggio del Vangelo sulla verità, sul significato della sessualità umana e sulla sacralità della vita umana, insegnamento che è anche parte della legge naturale inscritta nei cuori di tutti gli uomini, non è più affermato pienamente in nessun luogo secondo l’insegnamento della Chiesa.

Ai miei bravi colleghi pro-life che sostengono che dovremmo tenere la Chiesa fuori dalla battaglia per la vita, pongo rispettosamente la domanda di San Pietro a Nostro Signore: da chi andremo? La Chiesa, e solo Essa, ha parole di vita eterna.

Ho lavorato per 47 anni nella battaglia pro-life operante in Gran Bretagna. Come sapete, la Gran Bretagna è un paese protestante. Ed è anche un paese in cui la cultura della morte è al centro dell’attenzione, dove il primo ministro Boris Johnson è fortemente favorevole all’aborto. Credo che se in Gran Bretagna avessimo anche un solo buon vescovo che proclamasse il Vangelo di Gesù Cristo, un buon vescovo che proclamasse la verità sulla sessualità umana, che predicasse ed esortasse insegnanti e genitori a formare i giovani alla virtù della castità, insegnando alla gente la crudeltà e l’ingiustizia dell’aborto… Credo che questo buon vescovo potrebbe fare di più in 47 giorni per porre fine all’aborto di quanto abbia fatto io in 47 anni. Gesù Cristo ha colpito le persone perché ha parlato con forza – e ha trasmesso quel dono agli apostoli e ai vescovi dei nostri giorni, i successori degli apostoli. Vi invito a pregare che Dio ci dia un buon vescovo in Gran Bretagna e io pregherò per i vostri vescovi in Italia.


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Il movimento per la vita fa parte di una crociata storica molto più ampia e profonda per la restaurazione della Civiltà Cristiana. Non dimentichiamo che lottiamo per “tornare alla vera normalità”; siamo uniti nella lotta per porre completamente fine all’aborto e per il ripristino di una civiltà in cui si dia valore alla vita umana senza eccezioni. Non è normale uccidere i bambini nel grembo materno. Possa questo tempo segnato da un senso di isolamento, distanza, separazione, produrre una forza sempre più grande per essere uniti nella verità di Cristo.

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