GIAPPONE: oltre 30.000 i suicidi ogni anno

Trentatremilanovantatre giapponesi si sono tolti la vita nel 2007. Per il decimo anno consecutivo il numero dei suicidi supera quota 30.000, nonostante la campagna governativa che da cinque anni tenta di ridurne la percentuale, una delle più alte al mondo.





Trentatremilanovantatre giapponesi si sono tolti la vita nel 2007. Per il decimo anno consecutivo il numero dei suicidi supera quota 30.000, nonostante la campagna governativa che da cinque anni tenta di ridurne la percentuale, una delle più alte al mondo. I dati, diffusi da un rapporto annuale della Polizia, sottolineano come i numeri relativi al 2007 siano prossimi al picco più alto (34.427 suicidi) raggiunto dal Sol Levante nel 2003. Cause dell’estremo gesto, sono per la maggior parte debiti, problemi familiari, depressione o problemi di salute. Il 37% dei suicidi aveva più di 60 anni (+8,9% con 12.107 casi). Sono diminuiti del 12% i suicidi giovanili (meno di 19 anni) con 548 casi, di cui almeno 10 legati a episodi di bullismo.

Inoltre, i funzionari di pubblica sicurezza puntano il dito contro le «nuove modalità di suicidio» apparse negli ultimi tre anni. Oltre all’impiccagione e al rituale trapasso con la spada (Seppuku), in un certo senso “accettati” dalla mentalità giapponese, aumentano infatti le morti causate da inalazione di gas velenosi. La procedura, per la quale bastano dei comuni detergenti, viene spiegata in molti siti internet che invitano le persone al suicidio. Nobutaka Machimura, portavoce del Governo nipponico, commenta: «Questa situazione è estremamente preoccupante, e va avanti da troppo tempo. È un problema molto difficile da combattere, ma stiamo cercando di fare tutto il possibile».

La cultura giapponese non incoraggia il suicidio, ma non ne fa un tabù: se praticato in maniera “onorevole”, una persona in difficoltà vede in esso una via d’uscita, un modo per ripulirsi la coscienza. In diversi forum frequentati da giovani studenti si stigmatizzano i suicidi commessi con i gas, che «non permettono di mantenere il corpo in una posizione dignitosa per il momento del ritrovamento». 

Negli ultimi anni, il Governo ha definito il suicidio «un problema serio» e sembra intenzionato ad intervenire: dal 2002, il ministero del Lavoro distribuisce in tutte le aziende un libretto che fornisce direttive per i dirigenti al fine di identificare e aiutare i lavoratori con tendenze suicide. Le misure non sembrano però essere sufficienti, dato che il suicidio rimane una delle cause di morte più frequenti in Giappone.


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