FAMIGLIA: “Matrimoni a tempo” in Messico

L’assemblea legislativa del distretto federale di Città del Messico sta studiando la formula del “matrimonio rinnovabile” o “a tempo”, secondo la quale, trascorsi due anni di vita coniugale, la coppia può scegliere di separarsi o di passare a un’unione stabile. L’idea, lanciata da due deputati del Partito della Rivoluzione Democratica, verrà discussa nel Parlamento dello Stato di Città del Messico con l’obiettivo di limitare le cause di divorzio e «favorire relazioni di coppia più sane e armoniche», come spiega la deputata che ha formulato la proposta, Lizbeth Rosas Montero, del Partito della Rivoluzione democratica (Prd), senza restrizioni sulla nazionalità (“La Stampa”, 1 ottobre 2011).

«Due anni di vita di coppia – afferma – è un tempo minimo che già permette di capire com’è la vita a due. Se si rinnova significa che c’è intesa, che le regole della vita insieme sono chiare e che entrambi i coniugi hanno capito quali sono i propri diritti e doveri».

Tra gli obiettivi dell’iniziativa, quello di ridurre le spese per la separazione, snellire le procedure amministrative, garantire le modalità di affidamento di eventuali figli, ma soprattutto sfoltire la mole di lavoro che grava sui giudici. Basti pensare infatti che nella capitale messicana le rotture matrimoniali hanno una media di quattro su dieci.

Tra i supposti vantaggi contenuti nella proposta, una serie di accordi prematrimoniali con i quali si potrà, ad esempio, determinare l’apporto economico di ciascun coniuge per il mantenimento dei figli o gli alimenti spettanti in caso di separazione.

Nel caso uno dei due coniugi dovesse pentirsi ancora prima dei due anni, potranno comunque far ricorso al divorzio. Su questo fronte, nel distretto federale di Città del Messico, già dal 2008 viene praticato il “divorzio express”, che permette la soluzione del matrimonio in sole quattro settimane.

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