EUTANASIA: manifestazioni in tutta Italia in difesa di Eluana Englaro

Con il passare delle ore sempre più persone uniscono la loro voce al coro del popolo della vita per salvare la vita di Emanuela Englaro, la ragazza, che una sentenza della Corte di Cassazione di Milano, ha condannato a morire di fame e di sete.





Con il passare delle ore sempre più persone uniscono la loro voce al coro del popolo della vita per salvare la vita di Emanuela Englaro, la ragazza, che una sentenza della Corte di Cassazione di Milano, ha condannato a morire di fame e di sete.

Mentre il Senato italiano sta per sollevare l’eccezione di incostituzionalità nei confronti della sentenza emessa dalla Cassazione di Milano, le suore che accudiscono Eluana hanno chiesto al padre di lasciarla vivere.

Inoltre venticinque neurologi universitari e del Servizio sanitario nazionale hanno scritto al Procuratore Generale della Corte d’Appello di Milano, al Presidente della Repubblica e al Governo, chiedendo un intervento urgente che blocchi «l’esecuzione di quella che sempre di più appare come una sentenza di condanna a morte».

Da Parma, la mamma di Gianluca Taverna, un ragazzo in coma da tanti anni, ha confidato che nonostante le difficoltà : «Non potrei mai staccare la spina a mio figlio».
Nel frattempo manifestazioni con la raccolta di bottiglie d’acqua per Eluana si sono svolte a Milano sul sagrato del Duomo e a Roma in Campidoglio.

Mercoledì 16 luglio, le suore Misericordine che da quattordici anni assistono Eluana Englaro nella Casa di cura “Monsignor Luigi Talamoni” di Lecco, al Tg1 e sulle pagine di “Avvenire” hanno richiesto ancora: «lasciate Eluana a noi» non fatela morire. Una richiesta in tal senso le suore l’avevano già fatta subito dopo la sentenza della Corte di Cassazione di Milano.

Le suore, in particolare suor Rosangela, assistono con amore Eluana. La portano sulla carrozzina ogni giorno. L’accarezzano, le parlano. La portano in giardino dalla Madonnina di Lourdes. Con la fisioterapia la mantengono tonica.

Suor Albina Corti, responsabile della clinica, intervistata, rivolgendosi al padredi Eluana ha affermato: «Gli chiediamo di lasciarla con noi, dopo tanti anni la consideriamo parte della nostra famiglia». «L’abbiamo accolta – ha precisato la suora – così com’era, l’ha accolta tutta la Congregazione. Da noi un posto per lei ci sarà sempre».

Intervistata da “Avvenire”, suor Albina ha precisato che «la vita di Eluana non si è interrotta. È un mistero in questo momento, però vive! E non è attaccata a nessuna macchina. Viene alimentata di notte con il sondino».

Alla domanda se reagisce agli stimoli, suor Albina ha raccontato che «quando Eluana sente la voce di suor Rosangela è evidente che si contrae, si agita. L’impressione è che avverta qualcosa. Certo, potrebbe essere impressione soggettiva, comunque qualcosa succede in lei».

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