COMUNISMO: la vedova Litvinenko accusa il Cremlino

«Non è stato certo assassinato per vendetta per le sue denunce sul coinvolgimento dei Servizi negli attentati della fine degli anni Novanta. L’impressione è che la sua morte rientrasse in un piano…





«Non è stato certo assassinato per vendetta per le sue denunce sul coinvolgimento dei Servizi negli attentati della fine degli anni Novanta. L’impressione è che la sua morte rientrasse in un piano sofisticato per screditare l’oligarca Berezovsky e l’ex ministro ceceno Zakaev, entrambi in esilio a Londra.

Il Cremlino avrebbe potuto facilmente far uccidere uno di loro, ma così la sua responsabilità sarebbe stata palese. Siccome Sasha Litvinenko negli ultimi tempi si era allontanato da Berezovsky, la sua morte avrebbe reso plausibile il coinvolgimento del magnate nell’omicidio e dunque facilitato la sua estradizione in Russia, che finora non è mai stata concessa dal governo britannico». A dichiararlo è Marina Litvinenko, vedova di Aleksandr (Sasha) – ex spia del Kgb uccisa con il polonio-210 a Londra nel novembre 2006 – in un’intervista concessa a Marcello Foa e pubblicata su “Il Giornale” del 24 settembre 2007.

«È una sostanza radioattiva molto rara – prosegue – in Russia solo la “Rosatom”, ovvero l’Agenzia federale dell’energia atomica diretta dall’ex Premier Kirienko, ha accesso al polonio-210. È evidente che c’è stato un coordinamento tra l’ex Kgb e l’ente nucleare».

«Lugovoi sostiene di essere innocente – si legge nell’intervista – ma allora dovrebbe andare a Londra a difendersi. Invece scende addirittura in politica; con la benedizione di Putin è diventato una celebrità, un simbolo della Russia che resiste e non indietreggia di fronte alla Gran Bretagna. Ma questa è una farsa».

Secondo la donna, tutto rientrerebbe «nella mentalità del Kgb. (…) Nel 2004 uccisero in Qatar l’ex Presidente ceceno Yandarbiyev dopo che l’Emiro aveva rifiutato l’estradizione. Putin non ha mai capito perché Blair si ostinasse a proteggere Berezovsky, considerato amico dei ceceni. L’omicidio di Sasha è l’estensione della guerra ai separatisti. Il messaggio è: il mondo non si immischi nei nostri affari». (E.G.)

Donazione Corrispondenza romana