CIPRO: cristiani aggrediti dai Turchi

«La libertà dei cristiani è ancora una volta minacciata a Cipro», denuncia l’arcivescovo ortodosso Chrysostomos II, con un comunicato in cui riferisce che nei giorni scorsi la celebrazione della messa nel monastero di San Barnaba di Famagosta, nel territorio occupato dall’esercito turco, è stata impedita con la forza.





«La libertà dei cristiani è ancora una volta minacciata a Cipro», denuncia l’arcivescovo ortodosso Chrysostomos II, con un comunicato in cui riferisce che nei giorni scorsi la celebrazione della messa nel monastero di San Barnaba di Famagosta, nel territorio occupato dall’esercito turco, è stata impedita con la forza.

«Quando l’archimandrita monsignor Gabriele – si legge nella nota diffusa dall’ambasciata di Cipro presso la Santa Sede – si è recato nel monastero, trasformato dai turchi in museo e finora accessibile ai cristiani dietro pagamento di un biglietto, un gruppo di sedicenti membri della ‘Polizia turco cipriota’, in realtà una milizia irregolare, sono intervenuti ordinando di sospendere la funzione». Alle proteste dell’archimandrita «i miliziani hanno cacciato a forza i fedeli, e mentre il religioso si ostinava a terminare la messa hanno coperto la voce del celebrante con insulti e bestemmie contro la fede cristiana. Tutti i presenti sono stati schedati dai sedicenti poliziotti».

    L’incidente, secondo la Chiesa ortodossa «pare rispecchiare le ultime dichiarazioni del capo di Stato maggiore delle forze armate turche, il generale Yasar Buyukanit, il quale lo scorso 30 luglio ad Ankara, in commemorazione dell’invasione di Cipro, ha dichiarato che l’esercito turco non abbandonerà mai le terre conquistate con le armi».

    È solo l’ultimo episodio di tensione nella regione di Cipro occupata dai turchi dal 1974. Recentemente l’arcivescovo Chrysostomos II, preoccupato per la libertà dei cristiani a Cipro, aveva rivolto un appello a Romano Prodi, ad Angela Merkel e al presidente della Commissione Ue Barroso, perché gli venisse consentito di restaurare a spese della Chiesa locale le 500 chiese cristiane distrutte che si trovano nei territori occupati dai Turchi.


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