CINA: celebrazione di una Messa pontificale secondo il rito “straordinario”

In occasione della sua ultima Messa pontificale, il 15 aprile scorso, S.E. il Cardinale Joseph Zen Zekiun, vescovo di Hong Kong, ha voluto celebrare secondo la forma “straordinaria” del Rito Romano. Il cardinale ha altresì desiderato manifestare il suo attaccamento a questa forma liturgica che in Cina ha provocato numerosi martiri della fede (“La Lettre de Paix liturgique”, n. 174, 20 aprile 2009).

Il cardinale Joseph Zen Zekiun è stato nominato l’anno scorso membro della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, dopo la nomina da parte di Benedetto XVI a membro del Consiglio post-sinodale del Sinodo per l’Eucaristia, tenutosi a Roma nell’ottobre 2005. Il Cardinale, noto per la sua schiettezza, ha dichiarato ai numerosissimi giornalisti che hanno assistito alla cerimonia, che d’ora in poi desidererebbe dedicare una parte del suo tempo di ritiro ai fedeli legati alla liturgia tradizionale della Chiesa.

Ha inoltre spiegato che il suo gesto è stato liturgico e non politico, come alcuni volevano far credere. Ha voluto manifestare pubblicamente l’importanza di questa forma liturgica e ribadire che lo stesso Vaticano auspica che tale liturgia torni in auge nelle diocesi.

In Cina è già successo poiché, come è noto, più del 10% delle Messe sono celebrate secondo la forma “straordinaria” e ogni giorno nella cattedrale di Pechino si celebra la Messa tridentina. Il cardinale non è d’altronde alle prime armi, in quanto aveva già celebrato pubblicamente una Messa pontificale secondo il rito tridentino nel maggio 2006, alcune settimane dopo la sua elevazione al cardinalato e più di un anno prima della promulgazione del Motu proprio Sommorum Pontificum del 7 luglio 2007.

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