CHIESA CATTOLICA: Valencia avvia un nuovo processo di beatificazione

Presto nella città spagnola sarà promosso un nuovo processo di beatificazione che vedrà coinvolti 250 martiri del comunismo. A darne l’annuncio giovedì 12 giugno è stata l’“Avan”, l’Agenzia diocesana dell’Arcivescovado di Valencia.





Presto nella città spagnola sarà promosso un nuovo processo di beatificazione che vedrà coinvolti 250 martiri del comunismo. A darne l’annuncio giovedì 12 giugno è stata l’“Avan”, l’Agenzia diocesana dell’Arcivescovado di Valencia. Le persone che saranno dichiarate beate sono, appunto, 250 tra cui 183 sacerdoti, 6 religiosi, 4 religiose e 57 laici, tutte assassinate tra il 1936 e il 1939. In quegli anni in Spagna imperversava la Guerra Civile anarco-comunista.

Il numero dei martiri che la repressione fece fu molto alto, e la maggior parte di essi morirono non perché si batterono in nome di un’ideologia politica, ma, come è stato scritto, “per odio alla fede”, solo perché fedeli alla Chiesa di Roma.

Tra i nuovi beati compare il nome noto del Vicario generale dell’allora Diocesi valenciana, Miguel Payà Alonso de Medina, insieme a tanti altri nomi meno noti ma che non meritano meno importanza proprio per la forza che ebbero nel testimoniare la loro fede.

Tra loro ricorderemo un giovane 15enne ed una donna al nono mese di gravidanza, alla quale non venne permesso di partorire prima di essere uccisa.

Bisogna ricordare che per la città di Valencia questo è il secondo processo moltitudinario: già nel marzo 2001 Papa Giovanni Paolo II aveva infatti beatificato più di 200 martiri, che furono anch’essi protagonisti della persecuzione nella Guerra Civile.

«Erano uomini e donne di tutte l’età e condizioni – ricordava allora il Pontefice – che furono assassinati perché erano cristiani, per la loro fede in Cristo».

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