CHIESA CATTOLICA: Strasburgo accoglie il ricorso italiano per il Crocifisso

L’Italia vince la prima battaglia in difesa del Crocifisso. Il 2 marzo scorso la Corte dei diritti dell’uomo ha giudicato ammissibile il ricorso presentato dal governo contro la sentenza con cui, il 3 novembre 2009, gli stessi giudici di Strasburgo avevano bocciato l’esposizione del Crocifisso nelle aule scolastiche. Soddisfazione del ministro degli Esteri Franco Frattini, di numerosi esponenti politici di maggioranza e opposizione e dalla Conferenza episcopale italiana (Cei) che saluta la decisione come «un passo avanti nella giusta direzione».

L’iter del nuovo procedimento che prende il via durerà probabilmente alcuni mesi e si concluderà con la sentenza definitiva – che sarà emessa dai 17 giudici che compongono la Grande Camera di Strasburgo – sentite, in udienza pubblica, tutte le parti interessate. Non solo la signora Soile Lautsi, promotrice dell’azione legale da cui scaturì la prima sentenza, e il governo italiano, ma anche terzi che ne faranno richiesta.

L’accoglimento del ricorso presentato dall’Italia (29 gennaio 2010) non era scontato, anche se le tante prese di posizione in difesa dell’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche lasciava prevedere almeno una prova d’appello. La Convenzione per i diritti dell’uomo che regolamenta l’attività della Corte prevede che i cinque giudici chiamati a esaminare il ricorso possano accogliere la domanda quando il tema del procedimento sollevi «gravi problemi» di interpretazione della Convenzione stessa oppure rivesta «importante carattere generale».

Donazione Corrispondenza romana