CHIESA CATTOLICA: la sostituzione di mons. Cardoso

L’annuncio del Vaticano della sostituzione di mons. José Cardoso Sobrinho, presso l’arcidiocesi di Olinda e Recife, con mons. Fernando Saburido attualmente vescovo di Sobral, è stato accolto con entusiasmo da chi condivide la visione della Chiesa di mons. Hélder Câmara e con forte disappunto da chi considera mons. Cardoso un grande difensore della vita.

Lo scorso 9 aprile, l’organizzazione Human Life International (HLI) aveva assegnato il premio “Cardinale von Galen”, attribuito a chi difende la causa della vita dal concepimento fino alla morte naturale, a mons. José Cardoso Sobrinho, vittima di attacchi di diversa natura per il fatto di aver difeso la dottrina della Chiesa sulla protezione della vita nel tragico caso della bambina incinta costretta ad abortire dopo essere stata violentata dal patrigno (“Corrispondenza Romana” n. 1084 del 21/03/2009 e n. 1085 del 28/03/2009).

Mons. Cardoso è stato al centro di vive polemiche quando, a marzo, aveva annunciato che i medici che, a Recife, avevano praticato l’aborto alla bambina brasiliana incorrevano automaticamente nella scomunica. Come ha ricordato Human Life «nel mese di marzo, l’arcivescovo Sobrinho ha dichiarato che i medici cattolici e i loro consiglieri (anch’essi cattolici) che hanno facilitato l’aborto dei gemelli concepiti da una bambina di nove anni, sono incorsi nella scomunica latae sententiae (cioè automatica). Nonostante l’esattezza dottrinale della sua decisione, l’arcivescovo Sobrinho è stato colpito da una forte critica sia interna che esterna alla Chiesa».

Mons. Cardoso era stato attaccato in un articolo di mons. Rino Fisichella, apparso su “L’Osservatore Romano” dello scorso 15 marzo. Contro “L’Osservatore Romano” e in difesa di mons. Cardoso, si sono schierati 27 dei 46 membri che compongono la Pontificia Accademia per la Vita, presieduta dallo stesso mons. Fisichella, e un noto specialista dei temi di bioetica, mons. Michel Schooyans, professore emerito dell’Università di Lovanio, che in una presa di posizione pubblica sul “caso” (http://chiesa.espresso.repubblica.it) aveva chiesto una dichiarazione forte del Santo Padre in sua difesa. Invece è arrivata da parte della Santa Sede la sostituzione di mons. Cardoso, che aveva presentato l’anno scorso le sue dimissioni, per il raggiungimento del limite di età di 75 anni, ma la sua richiesta è stata accolta solo un anno dopo, all’indomani delle polemiche con la Santa Sede.

Il nuovo vescovo, mons. Saburido, 62 anni, assumerà l’incarico il 16 agosto. La direttrice dell’Instituto Dom Hélder Câmara (IDHEC), Elizabeth Barbosa, gli ha preannunciato che la sua missione sarà quella di «ricostruire l’unità della Chiesa». In una lettera a mons. Cardoso, che lo ha consacrato vescovo nel 2000, egli ha sottolineato «la grazia speciale e la felice coincidenza di essere chiamato a Olinda e Recife nell’anno del centenario della nascita del carismatico mons. Hélder Câmara». Ha ringraziato, inoltre, mons. Hélder, che lo ha ordinato sacerdote nel 1978 e che ha difeso «una chiesa di comunione e di partecipazione per i poveri».

Da parte sua, mons. Cardoso, che era succeduto a Hélder Câmara nel luglio del 1985, aveva smantellato la struttura messa in piedi dal predecessore, allontanando almeno 30 sacerdoti e chiudendo l’Istituto di Teologia e il Seminario dell’arcidiocesi. «È finita l’Età Medievale e sta per iniziare un nuovo Rinascimento», ha affermato il deputato provinciale Pedro Eurico (PSDB), ex presidente della Commissione Giustizia e Pace, organo dell’arcidiocesi, eliminata da mons. Cardoso.

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