Che bella “ripresa”, a settembre!

Sanità: Renzi, con accordo Qatar-Sardegna 1 mld investimenti(di Danilo Quinto) Gli 80 euro, che sono serviti a Renzi per sbancare le elezioni europee, saranno restituiti con gli interessi dai contribuenti italiani. È questa la previsione che si può fare per la “ripresa” di settembre. Si legge nel recente Documento di economia e finanza (Def): «Nel 2015 e 2016 il raggiungimento del pareggio di bilancio in termini strutturali richiederà misure aggiuntive per colmare il gap residuo, che il governo ipotizza perverranno unicamente dalla spesa».

Significa che occorre trovare 5 miliardi, ai quali bisogna aggiungerne altri 10, necessari per coprire gli sgravi decisi sull’Irpef. A questi 15 miliardi, secondo la stima che ha fatto l’Agenzia Reuters, bisogna aggiungerne altri 10 – derivanti dagli impegni previsti dalla legge di stabilità del precedente Governo – che coprono spese non evitabili, come il finanziamento della cassa integrazione in deroga e gli impegni delle missioni internazionali a cui partecipa l’Italia.

Da dove ricavare i 25 miliardi, cioè la cifra che occorre per correggere i conti, da inserire nella legge di stabilità prevista per metà ottobre? Una prima risposta l’ha già data la Banca d’Italia: «nel 2015 i risparmi di spesa indicati non sarebbero sufficienti, da soli, a conseguire gli obiettivi programmatici». È quindi evidente che le rassicurazioni dispensate dal Presidente del Consiglio e dal Ministro dell’Economia, lasciano il tempo che trovano. A meno che Renzi non punti sul semestre europeo, che gli tocca di presiedere, al fine di convincere i suoi interlocutori che l’annuncio delle riforme – nessuna delle quali è stata finora attuata – possa di per sé sanare i disastrosi conti pubblici italiani.

È difficile pensare, però, che la sua indiscussa capacità di affabulazione possa ottenere analogo effetto in Europa. D’altra parte, i tecnici della Commissione europea, nelle loro Raccomandazioni agli stati membri, hanno già scritto nel documento che è stato inviato qualche giorno fa che la richiesta italiana di «rinvio del pareggio di bilancio non può essere accettata», chiedendo aggiustamenti già nel 2014. Solo un’azione diplomatica messa in campo in maniera frenetica, ha evitato il varo immediato di una manovra correttiva.

L’altra “carta” che Renzi può giocare è quella che gli deriva dal plebiscito ottenuto alle elezioni europee: accelerare il processo della riforma elettorale – sul quale ora converge anche il Movimento di Grillo – e porsi l’obiettivo di nuove elezioni, magari nel prossimo autunno. Le elezioni non eviterebbero, naturalmente, le inevitabili misure draconiane per sistemare i conti pubblici, ma avrebbero l’effetto di consolidare il potere. È un’ipotesi da non scartare, omogenea alla natura illusoria e, nel contempo, ambiziosa, dell’esperienza renziana.

In questa prospettiva, non c’è solo da considerare la questione economica, che rimane inaffrontata e che lede la dignità di milioni di persone, che – nonostante i proclami – restano senza lavoro e in povertà. L’altra “sorpresa” – già annunciata da Renzi durante l’Assemblea nazionale del suo partito – riguarda le unioni civili tra persone omosessuali, sul modello inglese della “civil partnership, che come ha scritto “L’Unità”, è tutt’ora applicato in Germania e permette di adottare il figlio del partner. «A settembre – ha detto Renzi – i gruppi parlamentari lavoreranno su quello che è un impegno vincolante rispetto al quale non ci possiamo più tirare indietro e che abbiamo preso durante le primarie».

Dopo l’estate, quindi, troveranno la loro realizzazione le due “gambe” dell’azione di Renzi, favorite dalla sterile opposizione dei parlamentari cattolici, presenti anche nella sua maggioranza: la non considerazione dei bisogni materiali delle persone che sono in sofferenza e la distruzione dell’istituto familiare formato tra un uomo e una donna. (Danilo Quinto)

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