ABORTO: significativa crescita in Gran Bretagna

In Gran Bretagna il numero degli aborti praticati dalle ragazze con meno di venti anni è passato dal 37,8 al 42,4% nell’arco dell’ultimo decennio; è quanto emerge da un rapporto (il “Conceptions in England and Wales”) pubblicato di recente dall’Office for National Statistics.


Gli altri dati raccolti riguardano il numero dei concepimenti nelle ragazze sotto i sedici anni (7.586) e la percentuale di questi che si sono conclusi con un aborto, ben i due terzi. Inoltre, sempre nell’ultimo decennio la percentuale delle interruzioni di gravidanza è passata dal 52 al 61,5%. Nel 1998 i laburisti lanciarono il programma “Teenage Pregnancy Strategy” con l’obiettivo di dimezzare entro il 2010 le gravidanze tra le adolescenti, basato soprattutto sulla propaganda massiccia all’uso della contraccezione (“Avvenire”, 25 novembre 2010).

Tale rapporto costituisce una ulteriore conferma del fatto che l’utilizzo del profilattico e degli altri mezzi anticoncezionali, lungi dal costituire un deterrente contro le gravidanze indesiderate e gli aborti ne aumentano significativamente il numero. In realtà, l’uso del preservativo (coerente con una visione dell’esistenza umana regolata dal freudiano “principio del piacere”) tende inevitabilmente a banalizzare la sessualità che viene ridotta a mero esercizio delle funzioni genitali.

Di conseguenza, i rapporti sessuali illeciti aumentano soprattutto tra gli adolescenti e con essi la possibilità per le ragazze di rimanere incinte e dunque di ricorrere all’aborto. Sappiamo infatti che l’efficacia del profilattico è relativamente bassa e non garantisce affatto né di non rimanere gravide né, inoltre, di non rimanere infettati dal virus dell’Hiv (le percentuali di insuccesso, anche in caso di utilizzo corretto del preservativo, oscillano tra il 10 ed il 20 percento). Dunque, se le istituzioni intendono veramente porre un freno alla deriva etica e morale (con gravi ripercussioni per l’intera economia, basti pensare ai disastrosi effetti su di essa della denatalità) in atto è necessario che seguano l’unica vera strada praticabile e cioè la via del Vangelo, la via della Verità.

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