ABORTO: in Spagna aborti raddoppiati in dieci anni

In Spagna il numero degli aborti volontari è più che raddoppiato in dieci anni. Secondo i dati diffusi il 3 dicembre dal Ministero della Sanità gli aborti sono stati 112.138, il dieci per cento in più rispetto ai circa 101.000 dell’anno precedente e oltre il doppio rispetto ai circa 54.000 del 1998 (l’“Osservatore Romano”, 4 dicembre 2008). §

Nell’esaminare i dati ministeriali, parte della stampa spagnola sottolinea soprattutto che l’aborto volontario è una pratica in aumento tra le minorenni. Meno di dieci anni fa i casi di aborto di ragazze fino a diciotto anni erano il 5,71 per cento del totale, mentre l’anno scorso sono stati circa il 14 per cento, cioè oltre 15.000.

A questi si aggiungono circa cinquecento aborti praticati su ragazze di meno di 15 anni.
Lo stesso ministero della sanità, nel riferire i dati, ha espresso «preoccupazione», in particolare per quello relativo agli aborti fra le adolescenti. Il presidente dell’Istituto di politica familiare, Eduardo Hertfelder, ha detto che l’aborto oggi «viene usato nel nostro paese come un metodo anticoncezionale in più».

Più in generale, in Spagna, che secondo il quotidiano “Abc” è diventato un «paradiso abortista», la metà delle interruzioni volontarie di gravidanza è praticata da donne di età tra i 15 e i 19 anni. Tale pratica raggiunge il suo massimo a Madrid, con 16 interruzioni di gravidanza ogni mille donne in età fertile, mentre i dati più bassi si registrano in Galizia.

Attualmente si sta preparando una nuova legge da presentare in parlamento. Se approvata, la nuova normativa porrebbe limiti massimi – ancora non precisati – al periodo entro il quale la gravidanza può essere interrotta volontariamente, ma liberalizzerebbe del tutto l’aborto, affidando la decisione solo alla donna incinta, qualunque sia la sua età.

Donazione Corrispondenza romana