ABORTO: il vero significato della moratoria di Buttiglione

Il 15 luglio 2009 è stata approvata dal parlamento italiano una mozione presentata dall’On. Buttiglione, esponente cattolico dell’UDC, che impegna il governo ad esprimere in sede nazionale ed internazionale la condanna delle istituzioni verso l’aborto imposto e l’iniquità dell’uso dell’aborto per fini eugenetici e come strumento per il controllo delle nascite. Le reazioni al provvedimento provenienti dal mondo cattolico e da parte di quello “pro-life” sono state all’insegna della grande e piena soddisfazione. Per molti la moratoria di Bottiglione costituirebbe un’inversione di tendenza epocale, un goal segnato alla cultura di morte dominante.

Tuttavia, un attento esame del testo svela, a nostro giudizio, tutta la pericolosità e l’ambiguità di una mozione che potrebbe rappresentare un passo ulteriore verso la consacrazione a livello planetario del diritto di aborto. In effetti, sostenere che la donna ha il diritto di non abortire equivale a sostenere un corrispondente diritto della donna di abortire e tale logica è del tutto contraria alla difesa della vita innocente, in quanto tende a considerare l’aborto un male solo nel momento in cui viene imposto. È ragionevole infatti affermare che una qualsiasi esigenza umana, come mangiare o bere, dormire o stare svegli, da intrinsecamente buona e vitale diventi cattiva e dannosa se imposta con la forza.

Con la moratoria l’aborto viene quindi sostanzialmente rubricato come «attività umana necessaria», in linea con le leggi attuali e con gli orientamenti dominanti. L’impianto abortista della mozione non viene intaccato nemmeno da quelle parti contenute nel testo che condannano l’uso dell’aborto per fini eugenetici o come strumento per il controllo delle nascite. Se l’aborto è un diritto della donna, una sua esigenza, poco importano i motivi per cui ella vi ricorre. Infatti, ciò che è determinante ai fini pratici è il principio di autodeterminazione della donna, cardine delle leggi abortiste inclusa la 194, difesa a spada tratta dall’On. Buttiglione.

Gli indubbi benefici che potranno derivare dal condannare l’odiosa pratica degli aborti coatti, praticati soprattutto in Cina ed in India, non potranno compensare gli effetti negativi prodotti dal rafforzamento normativo, concettuale ed ideologico del diritto di aborto, implicitamente affermato nella moratoria. Anzi, gli aspetti positivi appaiono strutturalmente funzionali all’impianto complessivo della mozione che appare certamente pro-choice, ma non pro-life.

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