Un’epoca nuova si apre per la Francia, ma quale?

(di Giulio Ginnetti) Non ci si può che rallegrare dei risultati delle elezioni francesi, che spostano decisamente a destra l’asse politico del Paese. Il Front National è riuscito ad ottenere il 28% di consensi su scala nazionale, con punte che hanno superato il 40% dove erano candidate le due leader Marine Le Pen et Marion Maréchal Le Pen, nel Nord e in Provenza (con piu del 44% nella Vaucluse e nel Pas de Calais).

L’Union de la Droite dell’ex presidente Nicolas Sarkozy che raccoglieva le liste di destra e centro unite, ha raccolto il 26,65% , mentre i socialisti dell’attuale presidente François Hollande sono crollati al 23,12%. Le cause di questi risultati risalgono certo all’ondata emotiva che, dopo gli attentati del 14 novembre, ha reso i francesi consapevoli del pericolo dell’invasione islamica.. Secondo un sondaggio Opinion way sulle motivazioni del voto, il 76% degli elettori del FN lo ha votato a causa dell’immigrazione il 74% per la sicurezza, il, 59% per l’arrivo di migranti in Europa, il 56% per la lotta contro il terrorismo (http://www.lepoint.fr/regionales-2015-opinionway-scrute-les-motivations-du-vote).

Ma non bisogna dimenticare l’apporto indirettamente offerto dalle grandi manifestazioni in difesa della famiglia, che negli ultimi anni hanno portato alla luce l’esistenza di una Francia reale, ancorata ai valori della tradizione e del buon senso. Lo confermano, all’interno della coalizione di Sarkozy, le affermazioni due candidati vicini alla Manif pour tous, Bruno Retailleau nella regione Pays-de-Loire, e Laurent Wauquiez in quella Rhône-Alpes-Auvergne. mentre Dominique Reynié, che aveva difeso la legge omosessualista Taubira, è stato il solo candidato di Sarkozy ad essere sbaragliato, finendo al terzo posto.

Ma è proprio a questo proposito che il futuro non appare privo di preoccupazioni. È inquietante infatti la dichiarazione, dopo la vittoria, di Marine Le Pen che al sinistro trinomio rivoluzionario «Libertà, uguaglianza, fraternità» ha aggiunto quello di «laicità». Il rischio è quello dell’ascesa di una falsa destra laicista, presentata come la sola alternativa possibile all’avanzata islamica in Francia e in Europa. Gli ultimi e-book del’ISIS prevedono con lucidità l’ascesa di una “destra populista” e laica in Europa, e l’esplosione, come conseguenza, di disordini nelle periferie urbane.

Di fronte alla possibilità di una guerra civile provocata dai musulmani, l’Europa rischia di essere sconfitta per mancanza non di forza militare, tecnologica o economica, ma di una dottrina antitetica a quella dell’Islam. L’unica forza ideale in grado di vincere il partito di Allah non è infatti la laicità rivoluzionaria, che ha condotto all’attuale deriva morale, ma la filosofia di vita del Cristianesimo, intransigente ed equilibrata al tempo stesso. Marion Le Pen sembra inclinare verso questa direzione, ma diversa è la posizione della classe dirigente del partito. che non si è opposto né alla legge Veil sull’aborto né alle unioni omosessuali (https://www.corrispondenzaromana.it/notizie-brevi/anche-il-front-national-francese-tra-i-partiti-contro-natura/), mentre il direttore di campagna del Front National è Sébastien Chenu, omosessuale dichiarato e nel passato anche attivista per i diritti gay.

Il Partito socialista ha annunziato di ritirare i suoi candidati dal secondo turno in tre regioni, ma i risultati elettorali hanno suggellato la fine del “fronte repubblicano”, cioè del patto che ha sempre impedito al Front national di utilizzare i consensi ottenuti al primo turno delle elezioni locali e nazionali, perchè al secondo turno il centrodestra e il centrosinistra si mettevano d’accordo per sostenere il proprio uomo. Un’epoca nuova si apre per la Francia, ma quale? (Giulio Ginnetti)

 

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