"Ecco l'antipresepe di Bergoglio", critiche dai tradizionalisti - CR - Agenzia di informazione settimanale
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“Ecco l’antipresepe di Bergoglio”, critiche dai tradizionalisti

Il presepe esposto a Piazza San Pietro è stato aspramente criticato. Secondo Alfredo De Matteo, che ha espresso le sue perplessità in questo articolo, l’opera allestita in Vaticano raffigurerebbe “situazioni e personaggi ambigui” tanto da poter essere definiti “spettrali”.

Un complesso artistico che arriverebbe a contraddire “la lieta novella dell’annuncio cristiano”. Tra le critiche sollevate quella riguardante la presenza di un uomo “semi nudo e dai muscoli ben scolpiti sdraiato a terra”. Altre figure considerate poco idonee – poi – sono quelle rappresentanti la “testa di un condannato che spunta dall’interno di una minuscola cella” e quella di “un cadavere con un braccio penzolante che giace su una specie di lettiga”. L’Arcangelo Gabriele – ancora – è stato raffigurato con una ghirlanda di fiori arcobaleno, composizione che potrebbe essere stato interpretata da chi critica come un richiamo alla comunità LGBT. La cupola di San Pietro? “semidistrutta” e la stella cometa sarebbe troppo puntata in basso. I componenti della Sacra Famiglia – infine – si trovererebbero “in una dimensione prospettica tutt’altro che ottimale”, ha chiosato il giornalista di Corrispondenza Romana.

Il presepe in questione è stato realizzato dalla bottega d’arte Cantone & Costabile, prima di essere donato a Bergoglio dall’Abbazia Territoriale di Monte Vergine. Il complesso – quindi – è in stile napoletano. Composto da venti statue inserite all’interno di una scenografia di 80 metri quadri, l’opera rappresenta le 7 opere di misericordia corporali: Dar da mangiare agli affamati; Dar da bere agli assetati; Vestire gli ignudi; Alloggiare i pellegrini; Visitare gli infermi; Visitare i carcerati e Seppellire i morti. Il presepe – per i tradizionalisti – sarebbe la rappresentazione artistica della dottrina e della Chiesa di Papa Francesco: “…esso, all’opposto, oltre a suscitare sentimenti di inquietudine che risultano essere contrari allo spirito natalizio – scrive De Matteo – sembra rappresentare con notevole verosimiglianza la profonda crisi valoriale e dottrinale di cui è preda la Chiesa al suo interno, tanto che, più che un’opera ricca di spiritualità e sentimento religioso, appare piuttosto come la loro negazione”. La sola presenza delle opere di misericordia corporale, unita alla mancanza di quelle di misericordia spirituale, rappresenterebbe alla perfezione le priorità pastorali della Chiesa cattolica. Tanto da essere definito un “antipresepe”.

Papa Francesco ha più volte ribadito l’importanza del presepe per la cristianità: “Ogni anno il presepe e l’albero di Natale ci parlano col loro linguaggio simbolico”, come “segni della compassione del Padre celeste, della sua partecipazione e vicinanza all’umanità”, ha detto il pontefice mentre riceveva in Udienza i rispettivi donatori del presepe dell’albero circa dieci giorni fa. La composizione presepiale – ha aggiunto il Santo Padre – è il “luogo suggestivo dove contempliamo Gesù che, assumendo su di sé le miserie dell’uomo, ci invita a fare altrettanto, attraverso azioni di misericordia”. A firma del Papa argentino – infine – è stato pubblicato il libro “La Luce del Natale. Perché il presepe è la nostra speranza”. Prescindendo dalle critiche dei tradizionalisti al presepe presente quest’anno in Piazza San Pietro – insomma – questo simbolo cristiano sembra avere un ruolo centrale nel messaggio del capo della Chiesa cattolica.

 

Francesco Boezi

Il Giornale