Le Edizioni Effedieffe hanno fatto un’opera realmente meritoria ripubblicando l’imponente opera del canonico Emilio Campana Maria nel Dogma Cattolico (pp. 1172, euro 50).
Don Emilio Campana, nacque il 2 gennaio 1874 da una famiglia patrizia a Signora (Val Colla) in Ticino, e morì il 14 giugno 1939 a Lugano, dove è sepolto. Dopo l’ordinazione sacerdotale studiò a Roma, nel Seminario di Propaganda Fide, dove ottenne due dottorati in filosofia e in teologia. Insegnò, per 41 anni, filosofia e teologia dogmatica nel Seminario Maggiore di Lugano, preferendo la sua terra d’origine a Roma, dove gli era stata offerta una cattedra e dove, secondo un’opinione diffusa, sarebbe potuto diventare cardinale. Dal 1927 al 1932, don Campana fu anche Rettore del Seminario Diocesano. Nel 1909 pubblicò la sua monumentale opera Maria nel dogma cattolico, alla quale seguì nel 1933 Maria nel culto cattolico, altrettanto cospicua per la solidità della dottrina e la chiarezza dell’esposizione. A suggello delle sue ricerche nel campo della mariologia venne eletto membro dell’Accademia Pontificia dell’Immacolata Concezione. Il canonico Campana è anche autore di un importante studio storico-dogmatico Il Concilio Vaticano pubblicato nel 1926 e dedicato alla memoria di Pio IX, il Papa che definì il dogma dell’Immacolata Concezione di Maria e indisse il Concilio ecumenico Vaticano I.
In Maria nel dogma cattolico, l’autore illustra, con una vasta documentazione, tutte le questioni riferentisi alla Madonna. La presentazione sistematica accoglie i contenuti forniti dalla Tradizione, sin dai Padri della Chiesa, e prima di tutto la Sacra Scrittura, citando il Cardinale Gaetano, illustre commentatore di Tommaso d’Aquino, ma richiamandosi anche al contributodei più sicuri mariologi del suo tempo, a cominciare dal futuro cardinale Alexis- Henri Marie Maria Lépicier dei Servi di Maria (1863-1896), che fu professore di don Campana a Roma e che lo ebbe caro.
La prima parte dell’opera riguarda «La missione di Maria». Questa missione, in ordine a Dio, riguarda la divina maternità di Maria, mentre in ordine agli uomini si tratta della sua maternità spirituale. Campana chiama questi due aspetti la missione di Maria «nel suo reale compimento» e nei suoi «elementi costitutivi».
La seconda parte riguarda le «prerogative di Maria», suddivise in cinque punti: le doti corporali, l’Immacolata Concezione, la perfetta santità con i suoi doni, la perpetua verginità e l’assunzione corporale in Cielo.
La terza parte, infine, presenta «Maria nel Vangelo», seguendo la struttura della Terza parte della Summa Theologiae di san Tommaso d’Aquino che tratterebbe prima «la missione dell’Incarnazione» (III, q. 1), poi le «prerogative del Verbo Incarnato» (q. 2-26) e infine i misteri della vita umana di Gesù Cristo (q. 27-59).
Secondo il prof. don Manfred Hauke, l’aspetto forse più interessante dell’opera di Campana è la focalizzazione della mediazione universale di Maria, giunta alla ribalta soprattutto a partire dal 1921 con la nuova festa facoltativa di Maria “Mediatrice di tutte le grazie” (L’opera mariologica di don Campana, “Rivista teologica di Lugano”, XXX (1/2025) pp. 79-113). In questo contesto si presenta anche il tema della Corredenzione, messo in primo piano da Lépicier durante il secondo Congresso mariologico internazionale del 1904 a Roma, in occasione del giubileo dei cinquant’anni del dogma dell’Immacolata Concezione. L’intervento di Lépicier sull’“Immacolata Madre di Dio, corredentrice del genere umano” aveva provocato una fervente discussione sulla cooperazione di Maria all’opera salvifica di Cristo. Don Campana si situò tra gli autori che seguivano Lépicier nella richiesta di definire la Mediazione e la Corredenzione di Maria. Nella sua opera il termine “dogma” non è inteso nel senso strettissimo di definizioni magisteriali, bensì nel senso più ampio «di dottrina ben accreditata nella Chiesa».
La Va e VIa edizione (1943, 1945) dell’opera di don Campana, ristampata da Effedieffe, ha un’Introduzione del padre Gabriele M. Roschini O. S. M. e una Prefazione del cardinale Lépicier, che scrive di aver gustato in queste pagine «quella sodezza di dottrina, spirante il più puro ed ardente amore, che solo una vera divozione verso la nostra Madre Maria può ispirare».
L’opera del canonico Campana, pur avendo un taglio scientifico, non si rivolge soltanto a specialisti in teologia, ma ad un pubblico più ampio che oltrepassa il confine accademico. Per questa ragione merita di essere diffusa e può costituire un regalo intelligente per le sante festività natalizie.