L’Italia nell’occhio del ciclone dei rapporti Occidente-Cina

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(Luca Della Torre) Un terremoto politico a livello di relazioni internazionali si sta verificando, mentre l’opinione pubblica mondiale è ancora stordita e confusa di fronte all’emergenza sanitaria causata dal Coronavirus. Gli USA, infatti, in questi giorni, attraverso le voci dei più autorevoli vertici dell’Amministrazione Trump hanno scoperto le carte, denunciando un avvelenamento dei rapporti con Cina e Russia, ed al contempo l’ambigua condotta in politica estera di alcuni Paesi europei: l’Italia è nell’occhio del ciclone dell’Amministrazione Trump, per gli equivoci sotterranei rapporti intrattenuti con il governo di Pechino e di Mosca in materia di cooperazione, sicurezza ed intelligence.

Temi molto molto delicati, che sono la base degli accordi di alleanza geopolitica nel quadrante dell’Occidente, ove la presenza della NATO, volenti o nolenti, è l’unico vero baluardo politico a livello planetario contro ogni iniziativa aggressiva di espansionismo del regime totalitario comunista cinese e dell’autocrazia russa, priva del supporto ideologico marxista, ma non per questo meno aggressiva nel suo ruolo di global player politico economico.

Le dichiarazioni rilasciate dai vertici USA sono chiare ed inequivocabili, e presentano una “curiosa” logica consequenziale temporale, inanellate giorno dopo giorno con netta esplicita direzione nei confronti della Ue, ed in particolare dell’Italia.

Il Presidente Trump nei giorni scorsi ha denunziato pubblicamente in più conferenze stampa la grave responsabilità del governo cinese, che dolosamente o colposamente con la sua condotta criptica e omissiva, ha volutamente ignorato i suoi doveri internazionali. A precisa domanda dell’agenzia Reuters, Donald Trump ha asserito di essere in possesso di prove che incriminano i laboratori medici biologici di Wuhan per la malagestione del virus che ha sprofondato le economie più potenti del pianeta in uno stato di disastro globalizzato.


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A ruota sono seguite il 1 maggio le gravi dichiarazioni del Segretario di Stato USA – già direttore della CIA – Mike Pompeo, che ha puntato il dito espressamente contro il governo del dittatore comunista XiJinping, reo di utilizzare la grave pandemia del Covid-19 come “grimaldello” per promuovere accordi di cooperazione ed aiuto sanitario che implicano scambi di informazioni riservate, tecnologie informatiche, presenza fisica sul territorio di Paesi UE di personale altamente specializzato nella gestione di conflitti batteriologici, chimici, nucleari. Identiche dichiarazioni sono state rilasciate dal responsabile sanitario in capo del dipartimento per i conflitti nucleari batteriologici chimici della NATO, il generale De Bretton Gordon, il quale ha denunziato che la missione russa di soccorso sanitario in Lombardia concertata con il governo italiano sia composta esclusivamente da militari specialisti.

Ma certamente ciò che ha destato e desta più scalpore nelle cancellerie diplomatiche europee ed internazionali è stata la netta esplicita presa di posizione del Ministro della Difesa USA, il potente capo del Pentagono Mark Esper. Una sorta di “fase 2” anche e soprattutto per il delicato fragile equilibrio delle relazioni politico economiche, e militari, su cui si regge la “tregua” tra Occidente, Russia e Cina nella definizione degli assets per il primato politico sul pianeta, con una differenza di non poco rilievo: la narrativa del “sogno cinese”, il modello socio-culturale pacifista a partito unico che la propaganda della Repubblica popolare cinese veicola con subdola delicatezza in Occidente è in realtà lo specchietto delle allodole di un regime totalitario criminale che calpesta permanentemente i diritti fondamentali della persona umana in nome dell’ideologia comunista.

Il Segretario di Stato alla Difesa USA Esper, attraverso il seminario presso l’autorevole Brookings Institution di Washington – think tank politico-economico – e l’intervista rilasciata al quotidiano italiano La Stampa, ha denunciato senza mezzi termini le responsabilità di Cina, Russia e soprattutto Italia nel mettere in pericolo la piattaforma valoriale ideale che regge il sistema occidentale dei trattati di mutua assistenza e cooperazione, pensati in primo luogo contro l’aggressione sovietica durante la Guerra Fredda, ed oggi contro le ambizioni di regimi autocratici o totalitari, radicali islamisti, che mirano a destabilizzare la sfera di prosperità politico economica occidentale. Esper ha denunziato le manovre di Cina e Russia miranti a sfruttare la crisi della Pandemia Covid-19 per “infiltrarsi” nella Ue e nell’alleanza occidentale promovendo accordi, trattati, covenants di cooperazione, non solo nel settore sanitario. Nulla di grave sin qui, obietterebbe ragionevolmente l’uomo della strada. Ma, il punto forte è dato purtroppo dal fatto che tutte queste formule di accordi internazionali con la Cina prevedono il ricorso alla tecnologia 5G, il sistema superveloce, di ultimissima generazione di interconnessione, in grado di monitorare ed eterodirigere i flussi di informazione via etere minacciando la libertà di ogni cittadino e la sicurezza dei sistemi operativi degli Stati.


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Purtroppo l’Italia ha da tempo sciaguratamente privilegiato accordi di cooperazione assegnando alla azienda cinese Huawei il monopolio nella gestione di questi fondamentali assets strategici – pari al petrolio, all’acciaio, al carbone del XX secolo – per la sicurezza, l’intelligence, la gestione delle funzioni indispensabili del sistema-Paese. Riguardo il sistema 5G ed il ruolo che l’Italia ha assegnato alle società cinesi di informatica e comunicazioni Huawei e Zte, il capo del Pentagono ha lanciato una vera e propria minaccia, nemmeno velata all’Italia: se il governo giallorosso PD-Cinquestelle sosterrà le tecnologie delle aziende di Pechino, che sono notoriamente sotto l’occhiuto controllo amministrativo del vertice politico del Partito Comunista cinese, non sarà più possibile scambiare informazioni a livello di intelligence, sicurezza, cooperazione militare, e di conseguenza la stessa appartenenza alla Nato sarebbe a rischio. Le parole del Segretario della Difesa Usa sono cristalline: «Gli avversari sfruttano la crisi per seminare divisioni nell’Alleanza e in Europa. Ciò può danneggiare la nostra alleanza. La dipendenza dai fornitori cinesi di 5G, ad esempio, potrebbe rendere i sistemi cruciali dei nostri partner vulnerabili a interruzione, manipolazione e spionaggio. Questo metterebbe a rischio le nostre capacità di comunicazione e condivisione dell’intelligence». È necessario prendere atto che purtroppo in Italia, la narrativa del modello del “sogno cinese”, un modello politico brutale, che perseguita chiunque non si inginocchi ai diktat del pensiero unico comunista, sembra aver conquistato i cuori di tanti sprovveduti intellettuali, giornalisti, politici, specie in area 5Stelle e sinistra liberal e radicale.

Grossolani antagonisti della supremazia politica statunitense, criminali nostalgici dei regimi comunisti, ingenui cattolici sedotti dalla demagogia della giustizia sociale anticapitalista, fatui esploratori delle culture dell’estremo Oriente, avventurieri economisti dell’ultima ora: la politica estera e diplomatica italiana pare essere una nave alla deriva senza nocchiero, un mix esplosivo e contraddittorio a cui è necessario rispondere ripensando con competenza strategica le relazioni sino-italiane. Di tutto ciò sono consapevoli le cancellerie tedesca, francese, britannica, giapponese, australiana, viste le reazioni di appoggio alle dichiarazioni del capo del Pentagono Esper. Attendiamo che l’Italia si svegli in difesa dei valori nazionali vista l’odierna debolezza del sistema-Paese. 


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