Il nuovo presidente colombiano De La Espriella chiude l’ambasciata all’Avana

Il nuovo presidente colombiano De La Espriella chiude l'ambasciata all'Avana
FONTE IMMAGINE: Asuntos Legales (https://www.asuntoslegales.com.co/)

A nemmeno due settimane dal passaggio dei poteri previsto per il 7 agosto, il presidente uscente della Colombia Gustavo Petro, in carica dal 2022 e primo capo dello Stato di sinistra degli ultimi settant’anni, ha accusato il suo successore Abelardo De la Espriella di «obbedire direttamente» al governo degli Stati Uniti. 

Durante una cerimonia per la consegna della spada del leader dell’indipendenza Simón Bolívar (1783-1830) in un museo di Bogotá, Petro ha infatti criticato il sostegno espresso dal presidente Donald Trump all’esponente conservatore, affermatosi al ballottaggio del 21 giugno contro il candidato del presidente e del Governo uscente Iván Cepeda, già esponente del Partito Comunista Colombiano (1975-1987).

«De la Espriella obbedisce direttamente al Dipartimento di Stato degli Stati Uniti», ha dichiarato Petro, che «non riconosce il risultato elettorale e continua a denunciare presunte ingerenze di Washington nella politica colombiana» (Petro accusa De la Espriella: “Obbedisce direttamente al governo degli Stati Uniti, Ansa, 25 luglio 2026).

Lo scontro tra Petro e il presidente neoeletto non conosce soste da più di un mese e, significativamente, non ha risparmiato neanche la scelta di De la Espriella della sede della cerimonia d’insediamento. Petro, infatti, ha vietato che la cerimonia d’insediamento del nuovo capo dello Stato si svolga in una caserma. La scelta, a suo dire, sarebbe motivata dalla volontà di preservare la neutralità delle Forze armate e di mantenere “separate” le istituzioni militari dall’avvicendamento.

La clamorosa decisione del presidente uscente, com’era prevedibile, ha alimentato lo scontro istituzionale, alimentando il dibattito sul ruolo delle Forze armate nella vita pubblica del Paese. Resta ora da individuare un’altra sede per la cerimonia, mentre cresce l’attesa per la svolta nelle alleanze e nella politica estera annunciata dalla nuova guida della Colombia.

Il ministro degli Esteri designato da De la Espriella, l’economista e diplomatico Omar Bula Escobar, ha comunicato infatti che non appena s’insedierà il nuovo Governo la Colombia chiuderà l’ambasciata all’Avana, segnando una netta inversione di rotta nella recente politica estera del Paese. 

La decisione rientra nella revisione delle relazioni diplomatiche che la nuova Amministrazione ha in programma con i governi comunisti non solo della Cuba castrista, ma anche del Nicaragua e del Venezuela.Il Ministro designato ha spiegato a tal proposito«che la chiusura della sede diplomatica a Cuba è coerente con la linea del nuovo governo, orientata a privilegiare rapporti con Paesi alleati e a ridefinire la presenza diplomatica colombiana secondo criteri di interesse nazionale ed efficienza» (La Colombia annuncia la chiusura dell’ambasciata all’Avana, L’Osservatore Romano, 11 luglio 2026, p. 6).

Come aveva previsto il maggiore storico colombiano Germán R. Mejía Pavony nel saggio Tra libertà e ordine. Una storia della destra in Colombia (Entre la libertad y el orden. Una historia de la derecha en Colombia, Penguin Libros, Bogotá 2025), tanto a livello interno che internazionale nel Paese latino-americano «oggi la destra è tornata. È una parola antica, ma che è diventata nuova a causa della congiuntura politica».

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