POLITICA INTERNAZIONALE: i propositi di Thilo Sarrazin e le loro conseguenze

Sorprendente conferma dell’abisso che separa le elite politiche europee dalla popolazione. Condannato dal consiglio direttivo della Bundesbank, dal partito politico di cui è membro da 40 anni (l’SPD) e da Angela Merkel, che giudicano i suoi propositi inaccettabili, Thilo Sarrazin, 65 anni, è sostenuto dal 95% della popolazione tedesca, che non ritiene che sia andato «troppo in là».


Il suo libro Deutschland schafft sich ab (La Germania si autodistrugge) ha venduto innumerevoli copie. La prima edizione è stata esaurita in un giorno. E cosa si descrive? Semplicemente i luoghi comuni dell’immigrazione presenti in tutta Europa: il rifiuto di integrazione dei musulmani, anche e soprattutto delle più giovani generazioni, il fallimento dell’istruzione degli immigrati musulmani, da cui Sarrazin lascia intendere che gli immigrati «rendono stupida» la Germania, l’insicurezza, ecc. Tutti dati che possono essere verificati e che appartengono quindi a fatti indiscutibili.

Sarrazin ritiene che i musulmani minino la società tedesca, rifiutino di integrarsi e vivano sulle spalle dello Stato. Quando lascia parlare il suo cuore dice: «Non voglio che i miei nipoti e pronipoti vivano in un Paese a maggioranza musulmana dove il turco e l’arabo sarebbero ampiamente diffusi, dove le donne porterebbero il velo, dove le giornate sarebbero scandite dai muezzin». Per questi propositi si cerca di licenziarlo dal Consiglio di amministrazione della Bundesbank. Non si tratta tuttavia di un errore professionale grave, ma di un’opinione che egli esprime in quanto persona.

La “crisi” la dice lunga sul rispetto della libertà di espressione in Germania. Poiché quanti hanno voluto sbarazzarsi di lui non hanno agito abbastanza velocemente, ora rischiano di pagarne le conseguenze visto il sostegno che Sarrazin riceve dalla popolazione. La Bundesbank, che temeva per la sua reputazione, rischia fortemente di rovinarla ulteriormente se, anziché lasciare Sarrazin al suo posto, si sbarazzasse di lui. Lo stesso vale per l’SPD, che ha subito una pressione da parte dei suoi membri per aver lasciato dire, per bocca di Sarrazin, ciò che la maggior parte della gente pensa. Neanche per la Merkel si tratta di un buon affare.

La Cancelliera tedesca ha spontaneamente biasimato Sarrazin per aver urlato nel senso del politicamente corretto ciò che rischia di dare ragione a un numero sempre crescente di tedeschi, i quali pensano che la Merkel abbia condotto una politica troppo debole. Un’ala destra del suo partito potrebbe staccarsi per colmare il vuoto lasciato dall’assenza di un partito populista in Germania. Di recente il deputato CDU René Stadkewitz è stato escluso dal partito per avere invitato Geert Wilders a Berlino. In seno alla CDU, le dimissioni si moltiplicano: sei ministri-presidenti hanno lasciato le loro funzioni, senza dimenticare Roland Koch, vicepresidente della CDU, e Friedrich Merz, altro protagonista di questo partito.

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