Morto l’ex Gran Maestro Festing, licenziato da Francesco: voleva fare luce sul denaro dello SMOM

Festing
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Avrebbe compiuto 72 anni il 30 novembre l’ex Gran Maestro dell’Ordine di Malta, Matthew Festing. Il nobiluomo scozzese, uomo integerrimo e rispettato, si è spento improvvisamente dopo essere entrato in coma il 4 novembre scorso a Malta, dove si era recato per prendere parte alla professione religiosa di fra Francis Vassallo, già governatore della banca centrale di Malta. Una delle ultime fotografie di Festing lo ritrae mentre si trova in carrozzina nella cattedrale e saluta l’arcivescovo Scicluna. Poche ore dopo la funzione solenne si era sentito male e non si era più ripreso. Le sue condizioni di salute da tempo davano problemi: si erano progressivamente deteriorate, giorno dopo giorno, dal gennaio 2017 quando fu costretto da Papa Francesco a firmare le sue dimissioni da Gran Maestro dell’Ordine di Malta (nonostante fosse stato eletto a vita). Da quel momento fu costretto ad andare a vivere in esilio in Nothumberland, al confine con la Scozia. Un passaggio che ha vissuto ingiustamente. E da allora la salute è andata peggiorando, e certamente hanno avuto un peso l’emarginazione cui è andato incontro e l’amarezza per quanto accaduto.

La sua colpa, a detta di alcuni cavalieri di Malta che gli sono sempre stati vicini, è di aver fatto di tutto per rinnovare l’Ordine di Malta e aver mosso i primi passi per fare luce sulla gestione finanzia interna ma, soprattutto, per aver chiesto indagini sull’origine di una importante eredità milionaria di un nobile francese, tale Jean du Tour, che in realtà nessuno lo aveva mai sentito nominare prima. Festing ipotizzava dietro persino il riciclaggio e lo confidò ad alcuni amici in via riservata.

Una delle rare interviste che concesse fu al Messaggero raccontando il momento del licenziamento: «Sono stato convocato da Papa Francesco e mi ha chiesto di dimettermi da Gran Maestro. È stato gentile anche se non mi ha dato alcuna spiegazione circa la richiesta; posso supporre che la Santa Sede mi abbia vissuto come un ostacolo, altra spiegazione non trovo. Come buon cattolico e come religioso ho immediatamente accettato la volontà del Papa. Sono tenuto all’obbedienza. Avevo l’impressione che la Santa Sede non fosse felice della mia insistenza sull’ortodossia, né del mio desiderio di indagare sul denaro dell’Ordine. Per alcuni probabilmente ero una forma di minaccia. Quando ne saprò di più avrò l’obbligo morale di usare ogni mezzo per far sapere». Alla domanda sul perchè avesse allora firmato le dimissioni, Festing aggiunse: «La mia coscienza è pulita dinanzi al Signore e a me stesso. Quando mi fu chiesto un passo indietro non avevo dubbi sul da farsi. Sono un ex soldato abituato a fare ciò che gli viene ordinato dai superiori. Quando il Papa mi disse che voleva le mie dimissioni, accettai senza contrastare la sua decisione».

Le lotte intestine interne tra la corrente guidata dal tedesco von Boeselager, allora Gran Cancelliere e quelle dei riformisti guidati da Festing hanno fatto da sfondo a una sorta di congiura di palazzo. Nel 2017 la nota ufficiale del Vaticano informava che il Papa aveva accettato le dimissioni esprimendo «apprezzamento e riconoscenza per i sentimenti di lealtà e devozione nei confronti del Successore di Pietro». La realtà invece era un po’ diversa. Fra’ Matthew Festing, pur essendo stato nominato a vita fu costretto a lasciare il suo «ufficio» dopo l’ udienza con Francesco in un momento drammatico.

Lo scontro di potere interno all’ Ordine si era infiammato progressivamente anche su questioni di natura dottrinale visto che Boeselager aveva autorizzato il Malteser – l’organo caritativo dello SMOM – a distribuire nelle zone di guerra anche profilattici, assieme a materiale sanitario di prima necessità. Ne era nato un putiferio in Vaticano con una commissione che era stata incaricata di dirimere la questione. Festing chiese a Boeselager di lasciare l’incarico ma le cose in Vaticano presero una altra strada e la situazione finì per ribaltarsi quando il cardinale Parolin decise di appoggiare la corrente dei tedeschi. Alla fine ci rimise la testa anche il cardinale americano ultraconservatore Raymond Leo Burke, «patrono» dell’ Ordine, che assieme a Fra’ Festing aveva voluto la destituzione del Gran Cancelliere Boeselager.

Pietro Parolin scrisse anche due lettere, il 12 e il 21 dicembre: «Sull’ uso e sulla diffusione di metodi e mezzi contrari alla legge morale, Sua Santità ha chiesto un dialogo sul modo in cui possano essere affrontati e risolti eventuali problemi, ma non ha mai detto di cacciare qualcuno».
Festing era stato ammesso nel più antico ordine cavalleresco al mondo nel 1977 emettendo i voti religiosi nel 1991.

E’ stato in passato gran priore d’INghilterra. Discendeva da una delle più antiche famiglie inglesi, sir Adrian Fortescue, cavaliere di malta martirizzato nel 1539. Era stato eletto 79esimo Gran Maestro l’11 marzo 2008. Era cittadino onorario di Rapallo e Pompei.

L’ultimo Gran Maestro morto a Malta è stato de Rohan, la cui morte avvenne nel 1797.

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