Il presidente Biden, la Comunione e la guerra civile cattolica - Corrispondenza romana
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Il presidente Biden, la Comunione e la guerra civile cattolica

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(James R. Bascom, TFP – 8 giugno 2021) Il 18 giugno, la Conferenza episcopale degli Stati Uniti (USCCB) ha votato, con 168 voti favorevoli e 55 contrari, in favore della stesura di un documento per delineare le condizioni per una corretta ricezione della Comunione eucaristica da parte dei cattolici. Sarà scritto dal Comitato per la dottrina della Conferenza episcopale e verrà sottoposto all’approvazione dell’assemblea episcopale di novembre.

Sebbene il suo nome non sia stato menzionato da nessuna parte, il voto è stato chiaramente una risposta al presidente Biden. In effetti, una qualche forma di confronto era inevitabile. Il Paese non ha mai avuto un presidente che faccia del suo cattolicesimo una parte così importante della sua identità. Il presidente non solo menziona spesso la sua fede, ma partecipa alla messa e riceve la Santa Comunione. Allo stesso tempo, rifiuta pubblicamente e ostinatamente l’insegnamento morale cattolico sull’aborto procurato, il “matrimonio” omosessuale e il transgenderismo.

Il voto dei vescovi è stato ampiamente notiziato in tutto il mondo e, nella maggior parte dei casi, si è cercato di dipingerlo come uno scontro politico. I vescovi, secondo alcuni, stanno cercando di usare l’Eucaristia come “arma” per ottenere punti politici a buon mercato contro il presidente Biden e i democratici.

Una tale prospettiva non coglie nel segno. Non si tratta solo di un confronto tra il presidente e alcuni vescovi cattolici americani, né la battaglia riguarda esclusivamente l’aborto o la Comunione. La lotta va molto più in profondità della politica. Piuttosto, è la prima grande scaramuccia di una guerra civile cattolica che si viene preparando da molti anni.


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Da John Kerry a Joe Biden

I primi colpi di questa battaglia furono sparati nel 2004. Quell’anno, il senatore cattolico pro-aborto John Kerry si candidò alla presidenza contro George W. Bush, un politico pro-vita. Lo scandalo di un candidato cattolico pro-aborto diventò un argomento significativo durante la campagna. Fedeli cattolici che costituiscono la stragrande maggioranza del movimento pro-vita, si indignarono e domandarono ai vescovi di chiarire la dottrina cattolica e non permettere a Kerry, peccatore pubblico, di ricevere la Santa Comunione.


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Durante la campagna del 2004, almeno 15 vescovi – guidati dall’allora arcivescovo di Saint Louis, Raymond Burke – rilasciarono dichiarazioni secondo cui i politici cattolici che sostenevano l’aborto non potevano ricevere la Santa Comunione nelle loro diocesi. Anche il cardinale Joseph Ratzinger, allora prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, si vide nella necessità di affrontare la questione, emettendo una dichiarazione, “Dignità a ricevere la santa Comunione. Principi generali”, in cui veniva ribadito l’insegnamento tradizionale della Chiesa nel canone 915 del Codice di diritto canonico.

Diversi vescovi statunitensi non vi si trovarono d’accordo. L’allora arcivescovo di Washington, il cardinale Theodore McCarrick, e lo stesso vescovo di John Kerry, il cardinale Sean O’Malley di Boston, continuarono a dargli la Comunione così come ad altri cattolici pro-aborto. Ciò causò una divisione senza precedenti nell’episcopato americano. La Conferenza episcopale americana prese una posizione neutrale, lasciando a ciascun vescovo la decisione di dare o negare la Comunione.

Il 10 giugno 2004, la Società americana per la difesa della Tradizione, della Famiglia e della Proprietà (TFP) pubblicò la dichiarazione I cattolici devono affermare la loro fede nella loro vita pubblica che riproduceva le dichiarazioni dei vescovi riaffermando la vera dottrina cattolica. L’insistenza dei cattolici pro-aborto come John Kerry a ricevere la Santa Comunione, si diceva in esso, era un attacco secolarista alla Chiesa cattolica e un tentativo di riconciliare l’inconciliabile.


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In quel novembre, il presidente George W. Bush sconfisse John Kerry 50,7% contro 48,3% e questi diventò il primo candidato presidenziale cattolico a perdere il voto cattolico, cosa che, secondo molti osservatori, gli costò le elezioni. Ed egli lo perse in gran parte a causa delle sue posizioni pro-aborto evidenziate dalla controversia sulla Comunione.

 

Joe Biden, l’aborto procurato e i vescovi

Joe Biden ha deciso invece di condurre una campagna molto diversa da quella di John Kerry e soprattutto da quella di John F. Kennedy. Nel 1960, Kennedy fu un candidato cattolico che cercò di guadagnare voti prendendo le distanze dalla Chiesa. Nel 2004 John Kerry si diceva cattolico e partecipava alla Messa, anche se non dava una particolare importanza al suo cattolicesimo.

Nel 2020, invece, Biden ha voluto mettere al centro la sua fede cattolica. Sia Joe Biden che Donald Trump si sono dati molto da fare per persuadere gli elettori cattolici. Biden si è impegnato a fondo assicurandosi di essere visto partecipare alla Messa e di ricevere la Comunione la domenica. Donald Trump ha messo in evidenza le sue azioni a favore della vita come presidente, come la sua partecipazione alla Marcia per la Vita, e ha reso l’aborto una questione centrale nella sua campagna. I cattolici sono stati molto visibili sia nella Convention democratica che in quella repubblicana. Alla fine, il voto cattolico si è diviso quasi a metà. Tuttavia, secondo un sondaggio, i cattolici praticanti e non appena quelli nominali, hanno votato in modo schiacciante per Trump, fino al 60%.

Alla cerimonia di inaugurazione, il 20 gennaio scorso, Joe Biden ha fatto di tutto per esibire il suo cattolicesimo di sinistra. Gli eventi della giornata sono stati affollati da importanti esponenti della sinistra cattolica, dall’ex presidente della Georgetown University p. Leo J. O’Donovan, S.J. alla poetessa Amanda Gorman e alla cantante Lady Gaga. Ha persino invocato sant’Agostino, “un membro della mia chiesa”, nel suo appello all'”unità”.

Lo stesso giorno, l’arcivescovo José Gomez, presidente dell’USCCB, ha rilasciato una dichiarazione ufficiale riguardante la nuova amministrazione. Ha riconosciuto che i vescovi speravano di lavorare con il presidente Biden su questioni di comune interesse, pur tuttavia segnalando che il presidente “si è impegnato a perseguire determinate politiche che potrebbero favorire mali morali e minacciare la vita e la dignità umana, soprattutto nei settori dell’aborto, della contraccezione, del matrimonio e del gender… Preoccupa profondamente la libertà della Chiesa e la libertà dei credenti di vivere secondo la propria coscienza».1

Dei vescovi progressisti hanno immediatamente attaccato l’arcivescovo Gomez e la sua dichiarazione. Il cardinale Blaise Cupich, arcivescovo di Chicago, ha twittato che era “sconsiderata” e “senza precedenti”. Parlando a un evento virtuale alla Georgetown University il 2 febbraio, il vescovo Robert McElroy di San Diego, ha affermato che negare la Santa Comunione a Biden equivale a “rendere l’Eucaristia un’arma”2.

Il cardinale Burke ha rilasciato una dichiarazione sulla controversia l’otto aprile asserendo che i politici che sostengono “pubblicamente e ostinatamente” l’aborto sono “apostati” che non possono ricevere la Santa Comunione. Un apostata viene automaticamente scomunicato e può anche essere “in eresia, se ostinatamente nega o dubita della verità sul male intrinseco dell’aborto”. I Vescovi hanno la “solenne responsabilità” di negare loro la Santa Comunione. Sono peccatori pubblici, ha aggiunto, coloro che usano “sacrilegamente” i Sacramenti per scopi politici.3

Il 28 aprile, l’USCCB ha annunciato una proposta per redigere un documento sulla corretta ricezione della Santa Comunione. L’arcivescovo Joseph Naumann di Kansas City, capo del Comitato USCCB per le attività a favore della vita, ha commentato che i personaggi pubblici che sostengono l’aborto ma affermano di essere cattolici commettono “un grave male morale… Poiché il presidente Biden è cattolico, si presenta per noi un problema inedito… Come può dirsi un cattolico devoto e fare queste cose che sono contrarie all’insegnamento della Chiesa?”

Il documento, ha detto, avrebbe reso chiara l’opinione dell’USCCB secondo cui tali cattolici non dovrebbero presentarsi per la Santa Comunione, ma lascerebbe la decisione della negazione della Comunione ai singoli vescovi. “C’è un crescente senso di urgenza”, ha detto l’arcivescovo di San Francisco Salvatore Cordileone. “L’aborto non è solo uno tra i tanti problemi… è un attacco diretto alla vita umana.”4

Tre giorni dopo, il 1° maggio, l’arcivescovo Cordileone pubbliacava una lettera pastorale sul tema, “Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo – Una lettera pastorale sulla dignità umana dei nascituri, sulla santa Comunione e sui cattolici nella vita pubblica”, in cui dice che è “nostra responsabilità” verso il resto della comunità cattolica “correggere i cattolici che erroneamente, e talvolta ostinatamente, promuovono l’aborto”. “Questa correzione”, ha aggiunto, può “assumere diverse forme e giustamente deve iniziare con conversazioni private tra il cattolico che sbaglia e il suo parroco o vescovo” ma può anche “prendere la forma pubblica dell’esclusione dalla ricezione della Santa Comunione”5 . La dichiarazione dell’arcivescovo Cordileone è stata particolarmente significativa in quanto la sua diocesi è la casa di Nancy Pelosi, uno dei cattolici pro-aborto più famosi d’America.

Il Vaticano non è rimasto indifferente a questo confronto. Il 7 maggio il cardinale Luis Ladaria, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha inviato una lettera all’arcivescovo Gomez gettando acqua fredda sull’iniziativa. In essa, il cardinale Ladaria afferma che qualsiasi nuova politica sulla Comunione richiede innanzitutto il “dialogo “tra i vescovi e i politici cattolici pro-choice all’interno delle loro giurisdizioni”. Anche allora, scrive il cardinale, i vescovi dovrebbero cercare un sostegno unanime a qualsiasi politica nazionale per evitare che diventi “fonte di discordia piuttosto che di unità all’interno dell’episcopato e della intera chiesa negli Stati Uniti”6

Il 26 maggio, una lettera all’arcivescovo Gomez è trapelata sul sito web di notizie The Pillar. Firmata da sessantasette vescovi, gli chiedeva di non consentire alcuna discussione o documento sulla Comunione per i politici pro-aborto citando una mancanza di “consenso” sulla questione della coerenza eucaristica. Tra i firmatari c’erano i cardinali Gregory, Cupich e O’Malley.

Un giorno prima del voto dei vescovi, CRC Research ha pubblicato un sondaggio che mostrava come l’83% dei cattolici che frequentano regolarmente la Messa crede che i politici cattolici con posizioni pubbliche contrarie all’insegnamento della Chiesa “creano confusione e disunione”. Quasi tre quarti di quella percentuale dice che non dovrebbero presentarsi per la Santa Comunione. Inoltre, il 72% degli intervistati ha affermato che i vescovi dovrebbero discutere dell’ammissione alla Santa Comunione per tali politici e quasi il 90% ritiene che sia importante per i vescovi cattolici insegnare e guidare gli altri in materia di fede.7

 

La sinistra cattolica risponde

Lo stesso giorno del voto dei vescovi, un gruppo di parlamentari cattolici pro-aborto firmava una lettera aperta dal titolo “Dichiarazione di principi”. La lettera è stata redatta dalla deputata Rosa DeLauro e firmata da cinquantanove Democratici del Congresso, tra cui Ted Lieu, Joaquin Castro e Alexandria Ocasio-Cortez.

“Noi crediamo”, scrivono, “che la separazione tra Chiesa e Stato consente alla nostra fede di compiere i nostri doveri pubblici e servire al meglio i nostri elettori”. Pur affermando di “lavorare ogni giorno per promuovere il rispetto della vita e della dignità di ogni essere umano”, attaccano “l’uso dell’Eucaristia come arma contro i legislatori democratici per il loro sostegno all’accesso sicuro e legale di una donna all’aborto” e invocano il cosiddetto argomento del tessuto senza cuciture secondo cui un’etica integrale a favore della vita deve includere il sostegno all’immigrazione illegale e ai programmi di assistenza sociale.8

Più tardi, quel giorno, un giornalista ha chiesto al signor Biden se pensava che i vescovi potessero negargli la Santa Comunione. “Questa è una questione privata e non credo che accadrà”, ha detto. Due giorni dopo, riceveva la Santa Comunione nella chiesa cattolica di St. Joseph vicino alla sua casa nel Delaware.

 

Una guerra civile cattolica

Il voto dei vescovi non è stato il risultato di una conversione improvvisa. Molti vescovi degli Stati Uniti, come i cardinali Cupich, Tobin, O’Malley e Gregory, non hanno problemi a dare la Comunione ai politici pro-aborto. La maggior parte dei restanti chiude un occhio sul problema. Dagli anni Sessanta, la politica del Vaticano è stata quella di abbracciare lo spirito del mondo e consentire agli individui di seguire la propria morale come meglio credono e senza conseguenze. Questa politica ha raggiunto la sua logica conclusione nel 2013, quando Papa Francesco rispose “Chi sono io per giudicare?” a una domanda sui preti omosessuali. Quindi, più che una profonda conversione, una causa più probabile del voto del 18 giugno è l’enorme pressione dei laici cattolici a fare qualcosa.

Per quanto debole e insufficiente, il voto significa tuttavia una grande sconfitta per la sinistra cattolica. È forse la prima volta dal Vaticano II che i vescovi degli Stati Uniti, come un solo corpo, fanno un passo verso l’applicazione della fede e della morale cattoliche tra i cattolici che agiscono nella pubblica piazza. Rappresenta una grave sconfitta dell’ossessione postconciliare per il “dialogo” in cui eresia e ortodossia potevano coesistere pacificamente fianco a fianco. Sconfitta anche la cosiddetta metafora del tessuto senza cucitura, che nega che l’aborto sia una “questione preminente” e spinge invece cause progressiste come il Green New Deal, il controllo delle armi o l’amnistia per gli immigrati illegali. Più significativamente, è un segno di guerra aperta tra due fazioni nella Chiesa cattolica.

Da un lato vediamo una anti-Chiesa nella sinistra cattolica radicata nel socialismo, nel modernismo e nell’eresia. Mai così tanti cattolici nella vita pubblica hanno rifiutato in modo così provocatorio la morale cattolica sull’aborto e la famiglia naturale. Essi discendono dal movimento francese Le Sillon che cercava di conciliare la Rivoluzione sociale con il cattolicesimo e furono per questo condannati da Papa San Pio X nel 1910. Da Richard Durban e Nancy Pelosi al vescovo Robert McElroy e padre James Martin, S.J., questi discendenti spirituali sono fonte di scandalo per i cattolici. Molti sono aperti sostenitori di ideologie inique come il socialismo, il marxismo o il comunismo. Questa anti-chiesa si sta diffondendo come un cancro all’interno del Corpo Mistico di Cristo.

Dall’altra parte c’è la Chiesa Una, Santa, Cattolica e Apostolica radicata nell’ortodossia e nel Magistero tradizionale. Questa Chiesa comprende milioni di fedeli, cattolici praticanti – clero e laici – che difendono gli insegnamenti tradizionali della Chiesa sia sulla fede che sulla morale. Questi cattolici non credono che la verità si evolva, che la Chiesa debba adattarsi al mondo moderno, o che cattolicesimo e socialismo siano compatibili. Essi costituiscono anche il cuore e l’anima dei movimenti pro-vita e pro-famiglia. Eppure, sono costretti a vedere il presidente Biden ricevere la Santa Comunione e allo stesso tempo sostenere l’aborto procurato.

Come le eresie precedenti, i membri della pseudo-Chiesa della sinistra cattolica si trovano mescolati con i fedeli cattolici nelle stesse strutture visibili ed esterne. Ma sono coinvolti in una lotta sempre più intensa, con entrambi i lati che affermano di essere la vera Chiesa mentre si cerca di spazzare via l’altro. L’esito di questa battaglia determinerà il destino della Chiesa cattolica e della civiltà occidentale.

 

Note

  1. https://www.usccb.org/news/2021/usccb-presidents-statement-inauguration-joseph-r-biden-jr-46th-president-united-states
  2. https://cruxnow.com/church-in-the-usa/2021/02/on-president-biden-bishop-warns-against-weaponization-of-eucharist/
  3. https://cruxnow.com/church-in-the-usa/2021/04/cardinal-burke-says-pro-choice-politicians-are-apostates/
  4. https://cruxnow.com/ap/2021/04/u-s-catholic-bishops-may-press-biden-to-stop-taking-communion/
  5. https://sfarchdiocese.org/inthewomb
  6. https://cruxnow.com/church-in-the-usa/2021/05/vatican-warns-u-s-bishops-over-get-tough-communion-proposals/
  7. https://www.thecatholictelegraph.com/poll-regular-mass-attendees-say-politicians-who-oppose-church-teaching-on-grave-matters-create-confusion/7560707
  8. https://delauro.house.gov/media-center/press-releases/catholic-members-congress-release-statement-principles