Il muro di schiuma - Corrispondenza romana
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Il muro di schiuma

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(Julio Loredo, TFP – maggio 2021) Sabato scorso si è realizzata a Milano, in Piazza Duomo, la manifestazione “Restiamo liberi” per protestare contro il ddl Zan, detto sull’“omotransfobia”, adesso al vaglio del Senato.

Al di là delle belle foto, sapientemente inquadrate per riprendere la folla sullo sfondo del maestoso Duomo dedicato a Maria Nascente, la verità è che eravamo veramente in pochi. Il Corsera ha parlato di un migliaio di persone. Ovviamente giocava maliziosamente al ribasso, ma non era molto lontano dalla realtà. La manifestazione è rimasta molto al di sotto di quanto gli organizzatori stessi si aspettavano. E non possiamo colpevolizzare solo il COVID. Una settimana prima, i militanti LGBT avevano portato sotto l’Arco della Pace non meno di cinquemila manifestanti per appoggiare lo sciagurato progetto legislativo.

Forse è il caso di sollevare qualche domanda, in amicizia.

Credo che Stefano Fontana abbia messo il dito nella piaga quando, sulla Nuova Bussola Quotidiana, accennava alla debolezza culturale del centro-destra (1). Mentre la sinistra presenta il ddl Zan come parte di un progetto politico/ideologico di carattere rivoluzionario coerente e ponderato, sorretto da una strategia collaudata e, di conseguenza, con l’ardore di chi è convinto di fare la storia, il centro-destra, invece, contrappone a stento obiezioni di retroguardia, legittime quanto si vuole ma marginali, senza mai affrontare nel merito il disegno di legge e, soprattutto, senza mai contrapporvi un’alternativa altrettanto entusiasmante.


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Possiamo meravigliarci se la sinistra ci passa sopra come un carro armato che fende un muro di schiuma?

Il centro-destra critica il ddl Zan come minaccia alla libertà di espressione, come inutile, divisivo, difficile da applicare, confusionario e via dicendo. Tutto molto vero e, anzi, doveroso, ma che lascia intatta l’essenza rivoluzionaria del progetto.

Perché non punta mai il dito contro la sua fondamentale iniquità, e cioè il fatto di riconoscere dignità pubblica alla relazione omosessuale, che è contro la legge naturale e divina?


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Il ddl Zan è scellerato non solo né principalmente perché metterà il bavaglio ai cattolici, ma perché riconosce come legittimo un atto che Santa Madre Chiesa definisce “intrinsecamente disordinato”, ossia gravemente peccaminoso, annoverandolo fra quei peccati contro natura che gridano vendetta al cospetto di Dio. Sugli atti omosessuali insegna il Catechismo: “Sono contrari alla legge naturale. Precludono all’atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati” (2).

Ecco la fondamentale ingiustizia di questo disegno di legge. Eppure, non viene quasi mai menzionato, forse per il timore di sollevare una questione morale. Ora, è precisamente sul campo morale e religioso che bisogna innalzare un muro di contenimento alla Rivoluzione. Finché il centro-destra non solleverà la questione morale e religiosa di base, giocherà sempre in difensiva e secondo parametri culturali dettati dalla sinistra. Si tratta di una battaglia persa a priori. Questo per un motivo assai semplice.

Il dinamismo del bene è opposto a quello del male. Tanto il male avanza quando si nasconde, si insinua e si tramuta, tanto il bene avanza quando invece si mostra per intero, senza remore. “Non è né leale né decoroso il simulare, coprendo con una bandiera equivoca la professione di cattolicismo, quasi fosse una merce avariata e di contrabbando”, diceva Papa S. Pio X (3). Il bene, dice a sua volta Plinio Corrêa de Oliveira, “non deve nascondere il suo volto totale” (4).


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Ai tentativi di legittimare il peccato contro natura bisogna opporre, senza timore, il fermo “non licet” di San Giovanni, con piena coscienza che, appunto come nel caso del Battista, ciò potrà portare anche al martirio, ma con la coscienza serena per il dovere compiuto e la certezza che quel gesto echeggerà fino alla fine dei tempi sollevando l’entusiasmo di schiere di militanti desiderosi di impegnarsi nella battaglia culturale contro la Rivoluzione.

Questo tipo di gesto, inoltre, attira dal Cielo le grazie necessarie per la vittoria. Al centro della battaglia, quindi, la grande questione della conversione delle anime, il cui esito dipende dall’azione della grazia divina che ci arriva attraverso la Madonna “cunctas haereses sola interemisti in universo mundo”.

Ma l’opposizione al ddl Zan non sarebbe completa senza contrapporvi una valida alternativa. E questa non può essere che la proclamazione della morale cattolica nella sua integrità, nella sua assolutezza, nella sua minuziosità.

Bisogna sganciare ciò che Plinio Corrêa de Oliveira chiamava la “bomba atomica” dei cattolici: la purezza. “Bisogna restaurare in innumerevoli anime il desiderio della serietà, dell’austerità, della mortificazione – diceva il pensatore brasiliano – Questo e qualcosa di più, che si esprime attraverso una parola dolce come il miele, profumata come un giglio e che, tuttavia, ai nostri giorni esplode come una bomba. Questa parola è: purezza. E al suo seguito due sorelle, non meno dolci, né meno soavi, ma con un potere di detonazione ancora maggiore. Queste due parole sono: verginità e onore” (5).

Questo sarebbe principalmente compito del clero e della Gerarchia che, però, a giudicare dalle recenti dichiarazioni della CEI e del suo presidente, il cardinale Gualtiero Bassetti, senza nemmeno accennare a una reazione per salvare almeno l’onore, hanno già accettato un’eventuale approvazione dello sciagurato progetto, abbandonando quindi i fedeli alla propria sorte.

“Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini”, ammonì Nostro Signore Gesù Cristo (Mt. 5, 13). Molti fedeli hanno capito che, in non pochi casi, il sale ha perso il sapore. E stanno reagendo nell’unico modo che possono: svuotando le chiese. Infatti, come può suscitare entusiasmo un atteggiamento così remissivo e cedevole?

Dicono che il silenzio dei sudditi sia una lezione per i Re. Che cosa possiamo dire del silenzio dei fedeli?

 

Note

1. Stefano Fontana, “Omofobia. L’errore di Lega e Forza Italia”, Nuova Bussola Quotidiana, 08-05-21.

2. Catechismo della Chiesa Cattolica, n° 2357.

3. San Pio X, Lettera al conte Medolago Albani, presidente dell’Unione economico-sociale d’Italia, del 22-11-1909, in La Civiltà Cattolica, Roma 1909, vol. IV, fasc. 1428, p. 740.

4. Plinio Corrêa de Oliveira, Rivoluzione e Contro-Rivoluzione, Luci sull’Est, Roma 1998, p. 108.

5. Plinio Corrêa de Oliveira, “Il miele, il giglio e la bomba”, Folha de S. Paulo, 06-06-1987.