Embrioni e nozze gay, ormai Dio indossa la toga - Corrispondenza romana
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Embrioni e nozze gay, ormai Dio indossa la toga

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1397071549-gay3(Marcello Veneziani su “Il Giornale” del 12/04/2014) Non dirò nulla sulla fecondazione eterologa ma dopo i commenti, in gran parte euforici sull’intervento della Corte costituzionale sulla legge 40 restano due cose di ordine generale.

La prima è che il legislatore e i rappresentanti del popolo sovrano, i medici, i sacerdoti e gli scienziati non contano nulla, possono solo proporre; ma a disporre alla fine è il magistrato. È lui che detiene il monopolio assoluto in materia di vita e di morte, di leggi e di valori, di libertà e divieti. Il giudice è dio in terra e ultima istanza suprema, detentore della Verità e del monopolio della Forza. A lui solo è concesso il decisionismo negato agli altri poteri. A me non piace vivere in un Paese in cui tutto è relativo meno il potere dei giudici, tutto è opinabile salvo le scelte ideologiche della Corte, c’è la divisione dei poteri tra legislativo, esecutivo e giudiziario ma il potere giudiziario sovrasta gli altri due. Non contano le leggi del Parlamento né i costumi e le tradizioni dei popoli. Il giudice è l’unico Assoluto in una società relativista. Gli altri, parlamentari, medici, preti ed esperti al più sono i suoi periti, in tutti i sensi.
La seconda cosa da notare è che nel giro di poche settimane le grandi riforme annunciate e scadenzate non si sono viste, a cominciare dalla riforma elettorale, i grandi tagli si riducono a robetta, si spacciano accendini per termosifoni, più la vendita spettacolare di auto usate, passando dalla rottamazione all’autosalone. Poche migliaia d’euro che non basterebbero neanche a una concessionaria per vivere, figuriamoci a uno Stato come il nostro. In compenso è stato smantellato a tambur battente tutto un apparato legislativo, dalle leggi in materia di droga alle leggi sull’immigrazione clandestina, fino alle leggi sul concepimento. È scarsa la capacità di fondare, costruire, promuovere leggi; ma è inesorabile la capacità di demolire, smantellare, distruggere tutto quel che c’era.

Un rullo compressore nel nome del Progresso contro la Reazione. È considerato infatti reazionario scoraggiare l’uso delle cosiddette droghe leggere, anche se risulta ormai diffusamente modificato il principio attivo della cannabis e decuplicato il suo potenziale nocivo. È reazionario scoraggiare con norme dissuasive lo sbarco dei clandestini già decuplicato in questo primo scorcio d’anno, con il relativo, prevedibile caos che seguirà nei centri d’accoglienza. Ed è reazionario tutelare la famiglia come è sempre stata, secondo natura e civiltà. La tecnica è sempre la stessa: sbandierare casi estremi o pietosi, tenere storie, e poi far passare sotto le comprensibili aspettative di alcune coppie in cerca di figli, norme che relativizzano la famiglia e la natura. Seguirà a ruota la fecondazione artificiale per le coppie gay; come aperitivo, il tribunale di Grosseto ha sancito che le nozze gay sono legittime. In un colpo, un giudice solitario si sostituisce ai comuni, al popolo e ai suoi rappresentanti e decide da solo cosa fare. Insomma il Verbo del presente ridotto in sintesi è il seguente: l’umanità finora ha sbagliato, il progressismo ci dona d’un colpo la Verità negata nei secoli e Dio non è più in cielo perché presta servizio in tribunale. (Marcello Veneziani su “Il Giornale” del 12/04/2014)


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