Sono state erette due parrocchie personali per la messa tradizionale - Corrispondenza romana
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Sono state erette due parrocchie personali per la messa tradizionale

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(Fsspx.news – 8 luglio 2021) L’Arcivescovo di Ferrara e il Vescovo di Montauban hanno entrambi istituito parrocchie personali nelle rispettive diocesi. Queste due parrocchie saranno dedicate al rito tradizionale.

Bisogna innanzitutto ricordare cosa significa “parrocchia personale”. Normalmente una parrocchia è “territoriale”, cioè delimitata secondo confini geografici. Accoglie come parrocchiani tutti coloro che risiedono entro questi limiti.

Una parrocchia personale, invece, non è così limitata, ma accoglie parrocchiani che sono membri di una particolare istituzione come l’esercito, o di un rito speciale come i riti orientali nei paesi latini.

Queste nuove parrocchie personali accoglieranno quindi i fedeli che desiderano partecipare al rito tridentino.


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Le due erezioni probabilmente non hanno lo stesso significato o le stesse motivazioni.

Nella diocesi di Ferrara
L’arcivescovo di Ferrara, Mons. Gian Carlo Perego, non è un vescovo di tendenza tradizionale: è stato infatti incaricato di invertire la tendenza del suo predecessore, Mons. Luigi Negri.

Tuttavia, il 9 giugno ha istituito questa parrocchia personale nella sua diocesi – la terza in Italia – che ha affidato a un sacerdote diocesano.


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È probabile che questa erezione fosse in lavorazione da tempo. Ma è ugualmente evidente che le varie voci che agitano la Penisola, e che Mons. Perego non può ignorare, non lo hanno in alcun modo scoraggiato.

Va indubbiamente aggiunto che il suo predecessore aveva costituito nel 2016 una società Ecclesia Dei – La Fraternità Sacerdotale della Familia Christi -, che Mons. Perego ha abolito nel febbraio 2020. Questa erezione di una parrocchia personale gli consentirà di avere la meglio sui fedeli attaccati alla Tradizione, poiché il loro parroco è un sacerdote diocesano.

Nella diocesi di Montauban
Il pastore di questa diocesi è Mons. Bernard Ginoux che ha fama di vescovo conservatore. L’erezione è datata 29 giugno ed è la quinta in Francia.


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La parrocchia personale si trova a Gasseras, alla periferia di Montauban, ed è affidata all’Istituto Cristo Re, comunità Ecclesia Dei. È vero che la tendenza dei vescovi di Francia è quella di voler controllare le celebrazioni secondo il rito tridentino, ed è per questo che raramente accolgono una tale comunità.

Si tratta di presa di coscienza del declino operato dal nuovo rito, e di un’apertura al mondo tradizionale che appare come una forza viva?

Oppure si tratta di un desiderio di far fronte allo sviluppo dell’apostolato della Fraternità San Pio X a Montauban? Le due ragioni non si escludono necessariamente a vicenda…

Certo, dovremmo essere lieti di vedere diffondersi la tradizionale Messa, ma resta il fatto che queste concessioni restano fragili, soggette alla buona – o cattiva – volontà dei vescovi. Così il vescovo di Digione, Mons. Roland Minnerath, ha appena chiuso uno stabilimento Ecclesia Dei nella sua diocesi, “anticipando”, secondo le sue parole, la prossima riforma del motu proprio Summorum Pontificum.

Ciò dimostra che c’è ancora molta strada da fare prima che la Messa tridentina venga finalmente liberalizzata. Mostra anche quanto prudente sia stata la posizione di Mons. Marcel Lefebvre. Attraverso il suo incrollabile attaccamento alla verità integrale della dottrina cattolica, ha lasciato ai suoi figli l’eredità di una libertà genuina che li protegge dai soprusi dell’episcopato.

La lotta per la Messa si inserisce nel quadro più ampio e impegnativo di una lotta per la salvaguardia della fede. Non riuscendo a mantenere questa libertà di parola per denunciare gli errori modernisti, è chiaro che le strutture dipendenti dalle diocesi sono private della vera libertà di culto.