L'ideologia gender spacca la Cdu sull'alleanza coi Verdi - Corrispondenza romana
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L’ideologia gender spacca la Cdu sull’alleanza coi Verdi

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L’Italia aprì la strada con la storia brutta del “compromesso storico”. Ed oggi i “nipotini” di quell’anomalia politica sembrano dilagare in tutta Europa. Prima il Partito Popolare in Spagna. Ora la Cdu in Germania, in particolare nel Baden-Württemberg. Cdu spaccata in due sull’accordo coi Verdi per la formazione del governo regionale. Verdi, che, secondo quanto riportato dal Frankfurter Allgemeine Zeitung lo scorso 18 aprile, non sarebbero affatto disposti a rinunciare ai propri piani di formazione gender per le scuole, nemmeno in cambio dell’ingresso nella “stanza dei bottoni”. Con una pervicacia tale, da porre la Cdu in oggettiva difficoltà.

L’area liberale, capitanata dal presidente regionale del partito Thomas Strobl, non avrebbe alcun problema ad intruppare l’arcipelago iperambientalista nella coalizione di regia. Tale fazione ritiene realmente cruciali solo le questioni economiche, per le quali potrebbe anche chiudere un occhio sulle politiche scolastiche.

L’altra area, quella conservatrice, massicciamente presente in Parlamento, non vuol sentire invece ragioni ed è pronta a far saltare il tavolo con i Verdi, per tutelare l’essenza cristiana della Cdu: sarebbe estremamente improbabile riuscire a spiegare alla propria base una simile intesa ed ancor più lo sarebbe far “digerire” il gender nelle scuole, ciò contro cui da oltre due anni si battono pubblicamente famiglie ed organizzazioni. Le critiche rischierebbero di travolgere la Cdu, la cui immagine pubblica uscirebbe in frantumi, la cui credibilità toccherebbe i minimi storici e le cui conseguenze elettorali potrebbero essere catastrofiche.

La quadratura del cerchio è stata individuata in uno scontato compromesso, in grado di trasformare i piani di formazione gender dei Verdi in una generica, silente, ma fors’anche proprio per questo più letale «educazione alla tolleranza ed all’accoglienza delle diversità», totipotente ovvero un calderone in cui includere tutto ed il contrario di tutto. Una minestra riscaldata, invero, poiché recupera una vecchia “idea” dell’ex-assessore regionale alla Cultura, Andreas Stoch dell’Spd. Uno stratagemma “sporco”, capace forse di silenziare le coscienze, ma non più in grado d’incantare gli elettori. Che, al momento del voto, sapranno dire la loro (fonte: Osservatorio Gender).


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