Un antiabortista eletto alla presidenza della Colombia
L’avvocato Abelardo de la Espriella, candidato della Destra ed esponente antiabortista (Defensores de la Patria), ha vinto con un margine ridotto – poco meno di un punto percentuale – le elezioni presidenziali colombiane a seguito del ballottaggio che si è tenuto domenica scorsa.
Il suo avversario, il leader della coalizione progressista Iván Cepeda, già esponente di spicco del Partito Comunista Colombiano (1975-1987), ha dichiarato di non considerare questo risultato di misura come definitivo, preannunciando l’impugnazione degli esiti di oltre 33.000 seggi elettorali sparsi in tutto il Paese.
Sostenuto dal presidente uscente Gustavo Petro, il senatore Cepeda ha chiesto tale clamoroso riconteggio dei voti sollevando dubbi sulla regolarità del processo elettorale e invitando ad attendere la conclusione dello scrutinio ufficiale prima di procedere a qualsiasi proclamazione del nuovo presidente della Colombia.
Nonostante tali gravi accuse di irregolarità e brogli, vari leader internazionali hanno inviato le loro espressioni di felicitazione a de la Espriella, anzitutto in quanto candidato identitario e “anti-establishment”. Fra questi Javier Milei, presidente dell’Argentina e Nayib Bukele, presidente dell’El Salvador.
Fra i capi di Governo europei, per primo il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a margine della visita avvenuta il 21 giugno a Gemona del Friuli, in occasione del Raduno del 3° Raggruppamento Alpini del Triveneto, si è congratulata con Abelardo De la Espriella per la sua sorprendente elezione, annunciando la sua disponibilità ad approfondire le relazioni bilaterali tra i due Paesi.
La premier ha quindi pubblicato il 22 giugno sul suo account “X” il seguente messaggio: «Congratulazioni ad Abelardo de la Espriella, nuovo Presidente eletto della Repubblica di Colombia. Forte del suo già profondo rapporto personale con l’Italia, sono pronta a collaborare insieme per sviluppare ancora di più le nostre già solide relazioni bilaterali. Lavoreremo uniti per la crescita economica, la stabilità e la sicurezza internazionale e per rafforzare la cooperazione nel contrasto al narcotraffico e alle organizzazioni criminali transnazionali, nel segno della vicinanza tra le nostre Nazioni. Auguri di buon lavoro Presidente. Ti aspetto in Italia!».
Il nuovo presidente, detto “El Tigre”, che possiede anche la cittadinanza italiana, oltre che quella statunitense (ha vissuto per lungo tempo a Miami), ha preannunciato come primi punti da attuare della sua agenda politica presidenziale la sburocratizzazione e deregolamentazione dell’economia, il ridimensionamento delle politiche “green” con il ritorno a concessioni minerarie e alla tecnica del fracking per estrarre petrolio o gas e priorità alla sicurezza e alla lotta al narcotraffico con l’impegno a usare in entrambi i casi «il pugno di ferro» contro i gruppi armati e le bande criminali.
Una delle figure storiche della Chiesa in Colombia, il gesuita Francisco De Roux, ha manifestato in questo senso il suo auspicio «che il nuovo presidente, una volta insediato, affronti la sfida della sicurezza ponendo al centro la tutela di ogni singola persona, della vita e della fiducia; e non ricorrendo alle armi e alla paura». Il religioso ha espresso quindi la speranza che de la Espriella «sia disposto ad assumersi il rischio di impegnarsi a fondo per liberare il Paese dalla corruzione e dal traffico di droga» (cit. in Elezioni in Colombia. L’avvocato e uomo d’affari di destra Abelardo de la Espriella in vantaggio, Agenzia SIR, 22 giugno 2026).
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