La scuola cattolica francese fa autogoal e s'impone la laicità
Questo progetto non è nient’altro che la versione “confessionale” della cosiddetta «Carta della laicità», imposta da una circolare ministeriale a tutte le scuole pubbliche, ma non applicabile per legge alle strutture cattoliche in quanto tali. Le quali, tuttavia, non han voluto essere da meno e, di concerto con le autorità di vigilanza, hanno messo a punto questo documento, che tra le altre cose ritiene la laicità pienamente compatibile con i propri orientamenti educativi.
Il quotidiano di news on line Perepiscopus ha commentato sconsolato come, alla fine, l’«incubo sia divenuto realtà», l’agenzia Boulevard Voltaire ha commentato: «pare di sognare», mentre una sua firma di punta, François Teutsch, ha aggiunto: «Invece di lottare per la libertà educativa, che è fondamentale ed accentua la responsabilità della famiglia, la scuola privata non cessa, da decenni, di adeguarsi», piegandosi al repubblicanismo più bieco.
Scrive in merito l’agenzia Riposte Catholique, sdegnata: appiattendosi sulle linee elaborate dal ministro della Pubblica Istruzione, Najat Vallaud-Belkacem, prima ancora che giungano i suoi diktat, «l’insegnamento privato consuma l’ultimo atto del tradimento della missione, cui dovrebbe essere votato. Non è nemmeno certo che ne sia consapevole». E conclude, chiedendosi a quando la soppressione totale anche della qualifica di “scuola cattolica”, essendo ormai questi istituti «nulla più che una scuola pubblica a pagamento» (fonte: Corrispondenza Romana)
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