Gran Bretagna: ecco i frutti amari della decristianizzazione in atto
La decristianizzazione dell’Europa cattolica passa da qui: dai best seller, dalle riviste, dai talk show, dai documentari, dai film, dagli attori di successo, dai social network. E’ silente come un tumore asintomatico ed uccide esattamente come quello: non il corpo, ma – peggio – l’anima. Il problema è che oggi il popolo di Dio è in gran parte indifeso, disarmato, imbelle, fiacco, svogliato, totalmente privo di anticorpi. E assorbe tutto, beve tutto, crede a tutto.
Secondo le ricerche del prof. Field, autore tra l’altro anche di un altro studio, Another Window on British secularization: public attitudes to Church and Clergy since the 1960s, si mostra come dai tempi sostanzialmente del Concilio Vaticano II in Inghilterra si siano registrati – non nelle alte sfere anglicane, ma tra la gente comune – un progressivo distacco, una montante sfiducia, una crescente ostilità verso la Chiesa come istituzione e verso il clero cattolico più in generale, con un’incredibile impennata dal 2000 ad oggi. La mentalità collettiva pare essere preda dei pesanti luoghi comuni e di un disprezzo quasi aggressivo, sapientemente messi in circolo con cura epidemica dai soliti noti: così, non importa che oggi la cristianofobia in Inghilterra giunga a licenziare chiunque porti una croce al collo, che l’Authority sulla pubblicità proibisca di credere ai miracoli e di parlarne, che si arrivi a multare chiunque si rifiuti di affittare una stanza matrimoniale ad una coppia omosessuale. Tutto questo, a livello di popolino, non conta. Il messaggio che, invece, passa è l’opposto ovvero che la Chiesa discrimina donne e gay, che i preti sono colpevoli di abusi sessuali e che sono tutti ipocriti: queste falsità, purtroppo, sono nella testa del 30% degli inglesi (cattolici compresi), come ha confermato un recente sondaggio compiuto da YouGov e riportato dal settimanale cattolico The Tablet. Nel mirino c’è proprio ed espressamente il Magistero della Chiesa.
Sono questi gli amari frutti della secolarizzazione, già evidenziati da Marc Chaves in un articolo apparso nel 1994 su Social Forces. Secolarizzazione, che ha trovato, ancora una volta, terreno fertile ed ha potuto attecchire in cuori ed anime allo sbando, totalmente o quasi digiune della Dottrina cattolica, che non conoscono. La loro prassi di vita, le loro abitudini quotidiane divergono radicalmente dall’insegnamento della Chiesa, senza che neanche vi facciano caso e, forse, senza che neanche se ne rendano troppo conto. Sarebbe il caso di riprendere in mano il Catechismo di San Pio X e ripartire da lì, annunciando anche solo poche idee. Ma chiare.
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