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De Maria numquam satis

Il testo che riportiamo, La Mediatrice della nostra riconciliazione, ossia la Corredentrice, è il capitolo II del volume II (La singolare missione di Maria SS.) dell’opera La Madonna secondo la fede e la teologia (Libreria editrice F. Ferrari, Roma 1953) del noto mariologo padre Gabriele Roschini osm (1900-1977), religioso dell’Ordine dei Serviti.

3. Natura della Corredenzione

La Redenzione, ossia l’azione redentrice di Cristo, è:

  1. principale,
  2. per se stessa sufficiente,
  3. indipendente,
  4. assolutamente necessaria.

La Corredenzione, al contrario, ossia l’azione corredentrice di Maria, è:

  1. secondaria,
  2. per se stessa insufficiente,
  3. dipendente o subordinata,
  4. ipoteticamente necessaria.

È secondaria. Non in egual modo, infatti, l’effetto totale, ossia la redenzione del genere umano, si deve attribuire all’opera di Cristo e a quella di Maria. A Cristo Redentore si deve attribuire principalmente, e a Maria Corredentrice secondariamente.

È per se stessa insufficiente. Le soddisfazioni e i meriti di Cristo, essendo di valore infinito, erano necessari e per se stessi più che sufficienti per soddisfare adeguatamente la divina giustizia e per redimerci. Le soddisfazioni e i meriti della Vergine Santissima, invece, sono per se stessi insufficienti e nulla, intrinsecamente, aggiungono o possono aggiungere alle soddisfazioni e ai meriti di Cristo.

È dipendente o subordinata, perché i meriti e le soddisfazioni della Vergine Santissima si fondano sui meriti e sulle soddisfazioni di Cristo; da essi traggono il loro valore, da essi intrinsecamente dipendono, di modo che da soli non avrebbero alcun valore. Essi, quindi, si debbono concepire come posteriori (per posteriorità di natura, e non già di tempo) ai meriti e alle soddisfazioni di Cristo, come la luce si deve concepire posteriore alla sorgente luminosa dalla quale deriva.

È ipoteticamente necessaria. Iddio, infatti, avrebbe potuto benissimo accettare – come prezzo del nostro riscatto – le sole soddisfazioni e i soli meriti di Cristo, essendo di valore infinito, senza esigere che ad essi fossero unite le soddisfazioni e i meriti di Maria. Essi, quindi, non sono assolutamente necessari, ma lo sono ipoteticamente soltanto, ossia nell’ipotesi – che per noi costituisce una tesi – che Iddio abbia disposto così, deputando anche le soddisfazioni e i meriti di Maria come prezzo del nostro riscatto in unione alle soddisfazioni e ai meriti di Cristo.

«Maria Vergine – scrive con mirabile esattezza san Luigi Maria Grignion de Montfort – è necessaria a Dio di una necessità detta ipotetica, perché effetto della sua volontà» (Trattato, n. 39).

In breve: nell’economia della nostra salvezza, non vi è già un Corredentore e una Corredentrice, ma un solo Redentore e una Corredentrice. In tal senso si può dire che la cooperazione della Vergine è parte integrante della nostra redenzione.

Ci si potrebbe chiedere: perché mai Iddio volle che il prezzo della nostra redenzione fosse come integrato dai meriti e dalle soddisfazioni di Maria Santissima, pur essendo per se stessi più che sufficienti – perché di valore infinito – i meriti e le soddisfazioni di Cristo? Sapientemente lo volle – rispondiamo – non già per aggiungere qualche cosa ai meriti e alle soddisfazioni di Cristo, né per completarli, ma per l’armonia e la bellezza dell’opera redentrice. Come la nostra rovina era stata operata non da Adamo soltanto, ma da Adamo ed Eva, così la nostra riparazione doveva essere operata – secondo il sapientissimo decreto di Dio – non da Cristo soltanto, nuovo Adamo, ma da Cristo e da Maria, dal nuovo Adamo e dalla nuova Eva.

Con la Corredentrice entra nell’opera grandiosa della redenzione del mondo qualcosa di divinamente delicato, tenero e amabile. Per mezzo della Corredentrice «la salvezza giunge a noi sotto la forma di un bacio materno» (Belon, Mater Christi, Milano 1938, p. 136). Per mezzo della Corredentrice, «per mezzo di Maria, la Madre è entrata nell’ordine soprannaturale: il sorriso della Madre, il cuore della Madre, la tenera assistenza della Madre» (Cardinale Van Roey, Lettera per la Quaresima del 1938).

Ecco in qual senso e entro quali limiti noi intendiamo il titolo di Corredentrice e la cooperazione di Maria Santissima alla Redenzione degli uomini. Essa è da ritenersi almeno come teologicamente certa.

Il titolo di Corredentrice è uno dei titoli più gloriosi per la Vergine Santissima e più cari al cuore dei suoi devoti. È uno dei più gloriosi per la piena e perfetta somiglianza che stabilisce fra la Vergine Santissima e il suo divin Figlio. È uno dei più cari al cuore dell’uomo per la filiale fiducia e per quel vivo palpito di gratitudine che istintivamente vi accende.

«Se meglio si conoscesse – scriveva opportunamente il cardinale Lépicier – la parte di Maria nell’opera della nostra Redenzione, quanti benefici ne verrebbero alla Chiesa! Le anime pie troverebbero in questa verità, così consolante per la nostra fede e così edificante per la morale cristiana, nuovi motivi di fervore, nuovi slanci nella vita dello spirito; i cristiani tiepidi o indifferenti si sentirebbero scossi dal loro letargico torpore; le pecorelle smarrite ritroverebbero la via che conduce all’ovile» (L’Immacolata Madre di Dio, Corredentrice del genere umano).

Data l’importanza dell’argomento, a nessuno arrecherà meraviglia la nostra insistenza nel provare un fatto così glorioso per la Vergine Santissima.