Vuole che la Chiesa riconosca le coppie gay, è Padre sinodale

BonnyVuole dalla Chiesa un «riconoscimento formale» delle unioni omosessuali: ora il Vaticano ha approvato che sia proprio lui a rappresentare il Belgio al prossimo Sinodo sulla Famiglia, in programma ad ottobre a Roma. E’ la decisione assunta nei confronti di mons. Johan Bonny di Anversa, non a caso già collaboratore del Card. Kasper al Pontificio Consiglio per la Promozione dell’unità dei cristiani. La notizia è stata immediatamente ripresa dall’agenzia LifeSiteNews.

L’anno scorso mons. Bonny non fu scelto quale delegato al Sinodo, quest’anno invece sì, “promosso sul campo”. Ha rimpiazzato l’Arcivescovo André-Joseph Léonard, che, guarda caso, è stato definito un «coraggioso difensore» della dottrina morale cattolica: rimosso. Non solo. Ai 75 anni, a norma di diritto canonico, ha presentato le sue dimissioni in Vaticano: sono state prontamente accettate, in nemmeno un mese.

Le premesse dello “strappo” furono poste da mons. Bonny nella lettera aperta di 22 pagine, scritta lo scorso settembre ai Padri Sinodali, lettera in cui li si invitava a rovesciare letteralmente il tradizionale approccio dottrinale, radicato sul diritto naturale, e ad imporre su temi quali matrimonio e sessualità la primazia della «coscienza» personale. Secondo lui, il fatto che oggi si legalizzino le «unioni di fatto ed anche le nozze tra persone dello stesso sesso» offrirebbe anzi alla Chiesa nuovi spunti su matrimonio e famiglia. Il concetto lo ha poi ripreso e formulato in modo ancor più esplicito a dicembre nel corso di un’intervista al quotidiano belga De Morgen: «All’interno della Chiesa – ha dichiarato – dobbiamo cercare un riconoscimento formale della dimensione relazionale presente in molte coppie omosessuali, lesbiche o bisex». Ed ha ribadito, tanto perché il messaggio pervenisse forte e chiaro: «Come nella società sussiste una pluralità di quadri giuridici» di riferimento in merito, così «anche nella Chiesa dev’esserci una pluralità di forme di riconoscimento». Un atteggiamento fortemente criticato dall’organizzazione internazionale Voice of the Family, dettasi peraltro preoccupata dal crescente numero di Padri sinodali, formalmente oppostisi alla Dottrina cattolica, in particolare proprio sul tema delle condotte omosessuali. Padri, cui provvidenzialmente si contrappongono i confratelli di Africa, Polonia ed America.

Secondo l’Arcivescovo polacco, mons. Henryk Hoser, il prossimo Sinodo rappresenterà una sorta di campo di battaglia per un acceso «confronto» tra i Vescovi fedeli alla Chiesa ed altri prelati viceversa in aperta ribellione su omosessualità e Sacramenti per i divorziati risposati. Son previste scintille.

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