Vignetta blasfema contro la Trinità: il caso “Charlie-Hebdo”

Francia. Per sostenere i matrimoni omosessuali, presa di mira la Trinità. La vignetta va in copertina sul settimanale, ma ben pochi sono d’accordo. Proteste ovunque.
In Italia, lanciato un appello perché mai più si ripeta un episodio simile.
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22 novembre 2012
Charlie-Hebdo” si scaglia contro la SS.ma Trinità

di Federico Catani

Il settimanale satirico francese “Charlie-Hebdo” è una pubblicazione famigerata per le sue provocazioni giornalistiche. Sono ormai a tutti note le vignette contro Maometto riprese dalla rivista danese “Jyllands Posten” e pubblicate nel 2006: all’epoca, per quell’atto ritenuto blasfemo, i musulmani di tutto il mondo protestarono ferocemente e si arrivò a manifestazioni e morti. Il giornale si difese invocando la libertà di espressione e si aprì un grande dibattito nell’opinione pubblica in merito alla questione.

Nel novembre del 2011, dopo le esternazioni di Jalil, leader della nuova dirigenza libica che preconizzava la sharia come base della nuova Costituzione e dopo le elezioni tunisine che avevano premiato il partito islamista Ennahdha, l’attuale direttore Charb pubblicò ancora caricature del profeta, rinominando anzi la stessa rivista “Charia Hebdo”, facendo un gioco di parole con il termine sharia: in quell’occasione, Maometto era stato raffigurato mentre minacciava 100 frustate a chiunque non fosse “morto dalle risate”. Tutti ricordano, perché è storia recentissima, che la redazione del giornale venne fatta saltare in aria da qualche esponente dell’islam più radicale. Nel settembre scorso, a seguito dell’ondata di violente proteste nel mondo islamico suscitate dal presunto film blasfemo su Maometto (Innocence of muslims) che nessuno però, piccolo particolare, aveva ancora visto, il “Charlie-Hebdo” ha deciso di tornare a pubblicare alcune vignette contro il profeta di Allah: un rabbino spingeva un imam in sedia a rotelle, interpretando “gli Intoccabili 2” e gridando «guai a chi ride».

Tutto ciò ha gettato la Francia nel terrore di subire violenze islamiste. Proprio in quel periodo, le ambasciate francesi nel mondo sono state allertate e le forze dell’ordine hanno presidiato la redazione del settimanale satirico onde evitare il ripetersi di altri episodi di violenza. Il biasimo per le vignette è stato quasi generale. Non sono mancate nemmeno le proteste della Santa Sede. In un comunicato, padre Federico Lombardi, portavoce della Sala Stampa Vaticana, ha scritto che «il rispetto profondo per le credenze, i testi, i grandi personaggi e i simboli delle diverse religioni è una premessa essenziale della convivenza pacifica dei popoli», e che quelle del settimanale satirico sono «ingiustificate offese e provocazioni alla sensibilità dei credenti musulmani».

Altre proteste contro il “Charlie-Hebdo” sono venute dall’“Osservatore Romano”, che in un articolo intitolato Benzina sul fuoco ha deplorato la pubblicazione delle vignette riconoscendone la pericolosità: «la discutibile iniziativa del periodico transalpino minaccia, come ha sottolineato anche il presidente della Conferenza episcopale francese, cardinale André Vingt-Trois, di gettare altra benzina sul fuoco dopo l’assalto al consolato statunitense di Bengasi, in cui è morto l’ambasciatore Chris Stevens e altri tre funzionari, le sanguinose manifestazioni di protesta in numerosi Paesi e le minacce terroristiche di Al Qaeda». Ma nonostante le critiche ricevute da più parti, il “Charlie-Hebdo” non ha dimostrato alcun ripensamento. Anzi, recentemente è tornato alla carica e, forse per par condicio, ha attaccato duramente il mondo cattolico. Data la volontà del presidente francese Hollande di legalizzare il matrimonio omosessuale con possibilità di adozione di bambini da parte delle coppie gay, la Chiesa francese si è mobilitata per protestare contro la palese violazione del diritto naturale.

Il presidente della Conferenza episcopale transalpina, il cardinale André Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi, non ha esitato a definire la proposta di legge che ora è al vaglio del Parlamento «una prepotenza che scuoterebbe uno dei fondamenti della nostra società e instaurerebbe una discriminazione tra i bambini», aggiungendo poi che tale disegno non rappresenta «semplicemente un’apertura generosa del matrimonio a nuove categorie, ma una trasformazione del matrimonio che riguarderebbe tutti». «Cambiamenti di questa portata – ha dichiarato il porporato – imponevano un dibattito nazionale non semplicemente fondato su sondaggi aleatori o sulla vistosa pressione di qualche lobby».

Di fronte a questa presa di posizione, il “Charlie-Hebdo”, schieratosi a favore delle nozze omosessuali, ha pubblicato una vignetta violentemente blasfema contro la Santissima Trinità. Il titolo è: Vingt-Trois ha tre papà. Vista la cristianofobia imperante, il direttore Charb questa volta è stato ben poco anticonformista. Il sostegno all’omosessualismo e la blasfemia verso le verità della fede cattolica, infatti, purtroppo non suscitano grande clamore e nessuna autorità istituzionale è indotta a criticare la scelta politica del settimanale. Chi attacca il cristianesimo e la legge naturale tende a restare impunito.

Fonte: Corrispondenza Romana
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19 novembre 2012
«Il Vaticano non risponde, ma noi non ci arrendiamo»

I tradizionalisti hanno lanciato un appello alla Santa Sede contro le vignette anti-cattoliche di un giornale francese, raccogliendo 2500 firme in pochi giorni
di Mauro Pianta

«No, dal Vaticano nessuno si è fatto vivo ma noi non perdiamo la speranza. D’altronde, si sa, i tempi diplomatici Oltretevere sono piuttosto dilatati». Sono passati quattro giorni da quando un gruppo di associazioni e di siti cattolici d’ispirazione tradizionalista ha lanciato un appello alla Santa Sede perché intervenga nei confronti del governo francese contro la «vignetta blasfema» pubblicata dal giornale Charlie-Hebdo. Roberto De Mattei, storico e presidente della fondazione Lepanto, appare determinato: «Andiamo avanti, abbiamo raccolto 2500 firme in pochi giorni: non ci arrendiamo anche se abbiamo dovuto subire gli attacchi informatici di diversi hacker».

Charlie-Hebdo è lo stesso settimanale satirico che nel settembre scorso pubblicò alcune vignette su Maometto all’interno di un servizio dedicato alle proteste anti-americane che ebbero luogo in quasi ogni paese musulmano, dopo la diffusione del trailer del film satirico sulla vita del Profeta.

«In quell’occasione – dice De Mattei – padre Lombardi deplorò giustamente l’irrisione di simboli religiosi: appare curioso che taccia proprio quando ad essere sotto attacco è la fede cattolica…».

Nell’appello al Vaticano si leggeva: «Si può ancora tacere? Oscenità e blasfemia si confondono nella sordida provocazione di un giornale francese, autore di una vignetta in cui per rivendicare l’unione omosessuale, violazione estrema della legge naturale, si oltraggia in modo inammissibile la Santissima Trinità, mistero centrale della fede cristiana».

Tra coloro che hanno firmato l’appello a padre Lombardi figurano sacerdoti, responsabili di associazioni, giornalisti. L’ultima firma arrivata è stata quella dell’on Paola Binetti. «Numerose adesioni – assicura De Mattei – arrivano anche dalla Santa Sede. Ma per ora restano anonime».

Fonte: Vatican Insider

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