Video-choc: scontro istituzionale tra Stati e Washington

ObamaL‘Amministrazione Obama si conferma per quel che è, ferocemente abortista.

Dopo lo scandalo suscitato dai video-choc, che hanno mostrato il traffico illegale di organi, tolti a feti abortiti presso alcune strutture di Planned Parenthood, molti Stati han deciso di tagliare immediatamente i fondi pubblici sino a quel momento riconosciuti alla multinazionale dell’aborto, convogliando gli stessi soldi presso altri centri sanitari, che, pur garantendo screening e test per la salute alle donne anche a basso reddito, non praticano interventi abortivi. Planned Parenthood ha cercato di riottenere in tribunale quanto tolto dai governi, ma la Corte d’Appello Usa ha rigettato la sua istanza, sostenendo l’ovvio, cioè che ciascuna amministrazione sia libera di decidere a chi assegnare i propri contributi per l’assistenza sanitaria dei cittadini. Complessivamente – per fornire le esatte dimensioni della questione – si sta parlando di un giro d’affari di diversi miliardi di dollari: nel solo 2013 Planned Parenthood ha ricevuto in sovvenzioni federali oltre mezzo miliardo di dollari.

Il Kansas è uno di questi Stati “ribelli”. Per questo è intervenuto direttamente Washington. Che ha scelto un’altra strada. Secondo quanto denunciato dall’autorevole agenzia LifeSiteNews in un ampio servizio dedicato alla questione, sostanzialmente le cose stanno così: a chi tagli i fondi a Planned Parenthood, verranno ridotti gli stanziamenti Medicaid ovvero quelli relativi al programma federale sanitario Usa. Soldi, che dovrebbero andare a favore degli individui e delle famiglie con bassi salari. Un ricatto bieco ed inaccettabile, di cui non è stata fornita ufficialmente alcuna spiegazione. L’unico indizio è il monito giunto dall’Amministrazione Obama, che ha definito, a suo parere, «illegale» (non si sa in base a quale principio) togliere i finanziamenti a Planned Parenthood, benché i giudici – come detto – già si siano espressi e siano di tutt’altro avviso. Eppure questo è quanto accaduto al Kansas, vistosi decurtare una cifra esattamente equivalente a quella tolta alla multinazionale dell’aborto, 370 mila dollari. Incredibile!

Nel frattempo, i Centri Servizi di Medicaid e di Medicare (quest’ultimo riguardante l’assicurazione medica governativa per gli ultra65enni) hanno notificato alla Louisiana ed all’Alabama che dirottare i fondi per l’assistenza sanitaria verso fornitori diversi da Planned Parenthood potrebbe esporli ad una violazione del diritto federale, paventando l’eventualità che, di conseguenza, le donne possano perdere l’accesso alle cure mediche. Siamo di fronte più a minacce che a moniti, più ad abusi che a norme, oltre tutto privi di qualsivoglia fondamento. Minacce ed abusi non nuovi per l’Amministrazione Obama: quando il repubblicano Rick Perry, candidato alle presidenziali, era governatore del Texas, decise di tagliare completamente i fondi a Planned Parenthood. Immediatamente Washington lo minacciò di togliergli gli stanziamenti Medicaid. E lui rispose, finanziando completamente il programma sanitario per le donne a basso reddito con i soldi del proprio Stato.

Secondo il Wall Street Journal, i singoli Stati non avrebbero alternative: o finanziano gli specialisti dell’aborto, accusati dai video diffusi di praticare un traffico illegale di organi dei feti umani a fini di lucro, oppure per la loro Sanità, dal governo federale, non avranno più un centesimo. Ciò nonostante, Alabama, Arkansas, Illinois, Louisiana, New Hampshire, Ohio, Utah e Wisconsin intendono andare avanti nella propria battaglia e chiudere i rubinetti a chi abbia dimostrato di non tenere in alcun conto il valore della vita umana. In particolare, i portavoci dei Governatori della Louisiana, Bobby Jindal, e dell’Alabama, Robert Bentley, hanno preannunciato che i rispettivi Stati intendono difendere fino in fondo i propri diritti, destinando i fondi Medicaid a propria discrezione verso le strutture ritenute più adeguate, senza con ciò violare alcuna legge. Anche Casey Mattox di Alliance Defending Freedom ha spiegato come «per giusta causa» i contratti con Planned Parenthood possano essere cessati unilateralmente. E scoprire un traffico di organi tolti ai feti abortiti, traffico tanto illecito quanto lucroso, è indubbiamente una «giusta causa».

Così dalla realtà terrificante e disumana documentata dai filmati del Cmp-Center Medical for Progress, si sta configurando una vera e propria rivolta istituzionale, uno scontro tra gli Stati e Washington, dagli esiti ad oggi imprevedibili, benché estremamente importanti, trovandosi la stessa Europa in condizioni analoghe.

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