Varese. Preside impedisce la benedizione di Natale. Offende le altre religioni

Varese benedizione del NataleNella scuola elementare Medea di Varese era una consuetudine, impartita da don Leonardo Bianchi. Invece quest’anno si cambia registro, perché il preside Mara Caenazzo non vuole la benedizione di Natale nelle classi. Se proprio i genitori ci tengono, devono farla impartire “come prevede la legge”, ovvero fuori dagli orari di lezione, perché in classe potrebbero esserci bambini di altre religioni.
I genitori si sono subito lamentati, hanno chiesto un incontro e proposto di raccogliere firme. Ma la preside Caenazzo, dal curriculum blasonato e stratosferico, non vuole sentire ragioni. Si riunirà domani con i genitori, ma c’è poco da sperare. Negli altri istituti da lei diretti, già da anni le benedizioni non vengono più dette in classe. E intanto ha iniziato a citare col goniometro leggi e sentenze del Tar, per distinguere col righello ciò che sta dentro e ciò che sta fuori il cuore degli uomini e dei bambini. Ovviamente si appella al fatto che potrebbero esserci bimbi di altre religioni, così da far passare la propria volontà per un’esigenza non espressa dalle minoranze.
Il rispetto della maggioranza e delle tradizioni culturali, invece, non contano mai niente.
In ogni caso, don Leonardo Bianchi accoglierà i bambini nella vicina chiesa Santa Teresa di Gesù Bambino per il 3 dicembre, nella quale darà la benedizione a tutti i più piccoli con una messa dedicata.

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29 novembre 2013
Benedizione di Natale? “Fuori lezione”. Scontro fra genitori e preside a Varese

La decisione alla scuola Medea: “Applichiamo ciò che prevede la legge”. Ma le mamme e i papà protestano e iniziano la raccolta firme. La dirigente: “Rispetto per i bambini non cattolici”.

Gli alunni dovranno fare a meno della tradizionale benedizione natalizia, quest’anno. Almeno durante gli orari di lezione. Lo ha stabilito la preside della scuola elementare Medea, a Varese, perché “secondo la legge gli atti di culto devono essere celebrati fuori dagli orari scolastici”. E la presa di posizione ha diviso i genitori, nella scuola in un quartiere di periferia frequentata da numerosi bambini di origine straniera, dove circa il 20 per cento degli alunni non è di religione cattolica.

Alcuni genitori sono sul piede di guerra e propongono di lanciare una raccolta firme a favore del rito cattolico natalizio. Altri sono pronti ad adeguarsi, invece, perché “la scuola è un’istituzione laica”. Il parroco, don Leonardo Bianchi, si prepara ad accogliere i bambini nella vicina chiesa Santa Teresa di Gesù Bambino per il 3 dicembre, con una messa dedicata ai più piccoli in occasione del Natale.

“Non ho ricevuto alcuna richiesta da parte dei genitori di celebrare la benedizione in classe. E in ogni caso la valutazione spetta al consiglio d’istituto”, spiega Mara Caenazzo, preside della scuola da alcuni mesi. “La normativa italiana non è chiara, ma esistono alcune sentenze del Tar e il testo unico istruzione 297/94 si è espresso sulla materia – aggiunge – Un dirigente scolastico ha il compito di garantire il rispetto delle leggi e degli alunni che professano altri culti”. Quindi la benedizione potrebbe essere fatta fuori dagli orari di lezione, magari con una visita del parroco nell’istituto. “Se vengono chiesti i locali della scuola non abbiamo alcun problema a concederli – prosegue la preside – Abbiamo già lanciato diverse iniziative in collaborazione con l’oratorio. E con la parrocchia abbiamo sempre avuto ottimi rapporti”.

A stupire alcuni genitori, quando si è diffusa la voce della presa di posizione della preside, è stato il fatto che gli anni scorsi la benedizione si celebrava nelle classi. In altri istituti, come la scuola elementare di Solbiate Arno (Varese), diretta dalla stessa preside, da anni il rito natalizio si celebra fuori dalle aule. “Non sono d’accordo – commenta Vincenzo, padre di un alunno della scuola – Chi non vuole partecipare al rito può essere portato fuori dalle classi”. E Nadia Mirante, componente del Comitato genitori, getta acqua sul fuoco. “Sono cattolica, ma penso che sia giusto avere una scuola laica – dice- Se le norme non consentono la benedizione durante gli orari di lezione, è giusto adeguarsi e trovare altri spazi”.

Fonte: Repubblica

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