Vandalismo a Mirano. Fatta a pezzi una Madonnina e il suo capitello

Mirano. Madonnina distrutta2Prima hanno distrutto il capitello all’incrocio di due vie. Poi hanno spaccato in quattro parti la Madonnina contenuta al suo interno e l’hanno buttata nel fango, in un fossato.
Niente di casuale. La vetrata del capitello era piuttosto robusta e per sfondarla c’è voluta sicuramente molta forza. La Madonnina si trovava lì da “oltre cento anni” ed era una compagnia cara per i passanti che le hanno sempre dedicato le loro preghiere.
Ma non è l’unico gesto anticristiano in Mirano. Martedì scorso ignoti hanno rubato la statuina di Sant’Antonio, sottraendola dalla teca. Anche in questo caso si tratta di un oggetto presente da un secolo, di “
scarso valore economico ma dal grande significato affettivo”, utilizzata com’era per la processione del 13 giugno.
Questi gesti, come sempre, restano incomprensibili e immotivati.

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16 novembre 2013
Raid anti-cristiano a Mirano: distrutta una Madonnina e il suo capitello

E’ giallo anche sul ritrovamento di un calice in argento
Un puzzle tutto da decifrare che provoca sgomento

MIRANO (VENEZIA) – Prima il furto della statuina di Sant’Antonio in via Mariutto, poi l’assalto alla scultura della Madonna in via Porara. Nel mezzo il misterioso ritrovamento di un pregiato calice vicino al capitello di via Desman. Tre episodi in tre giorni: tanto basta a Mirano per interrogarsi sul “giallo” a sfondo religioso che da martedì lascia basiti i fedeli di diversi quartieri. Cosa si nasconde dietro questi episodi? Semplici atti vandalici, organizzazioni particolari o messaggi intimidatori? Il puzzle è tutto da decifrare, ma le tessere provocano un certo sgomento.

Partiamo dal primo episodio, inizialmente apparso come una bravata isolata: martedì notte ignoti hanno rubato dalla teca sotto i portici di via Mariutto la statuina che i fedeli del quartiere utilizzavano ogni 13 giugno per celebrare Sant’Antonio con una processione alla cappella dell’ospedale. Una statuina dallo scarso valore economico ma dal grande significato affettivo, visto che era lì da circa un secolo e rappresentava simbolicamente il quartiere.

Il mistero si è presto infittito: la notte successiva è stato infatti sventrato il capitello all’incrocio tra via Porara e via Porara Gidoni, mandando in frantumi pure la statua della Madonna al suo interno. La statua è stata poi ritrovata a trenta metri di distanza, spezzata in quattro parti, sporca di fango dentro un fossato. Due le ipotesi: o è stata rotta nell’impeto di sfondare la robusta vetrata del capitello, oppure l’atto vandalico si è consumato in un secondo momento. Ma con quale scopo? Mistero. Anche questo era un oggetto di grande valore affettivo, era in quella strada da oltre cento anni e quotidianamente alcuni anziani ci passavano davanti pregando.

Ma non è tutto: nei giorni scorsi una donna ha consegnato ai Carabinieri un calice d’argento massiccio trovato ai piedi del capitello di via Desman: l’oggetto è stato inviato al Nucleo Tutela Patrimonio Culturale per tentare di capire la sua provenienza. Misteri che portano la mente indietro di un anno: nell’ottobre del 2012 su alcune tombe del cimitero di Spinea spuntarono segni indelebili e piccole scritte tanto insolite quanto inquietanti.

di Gabriele Pipia

Fonte: Gazzettino.it

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